Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

30 settembre

San Francesco Borgia

Sacerdote

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la carriera alla corte imperiale

Il padre volle fare di lui un perfetto uomo di mondo, schernendo le sue inclinazioni religiose. Francesco imparò le norme cavalleresche e studiò la filosofia, maneggiando le armi e non trascurando i libri. Fu paggio presso la Corte imperiale e si fece terziario francescano, inserendosi in una carriera brillante e movimentata. Era benvoluto da Isabella di Portogallo e da suo marito Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. Carlo V lo nominò marchese di Lombai, mentre Isabella di Portogallo gli diede in sposa Leonora di Castro, dalla cui unione ebbe otto figli. Fu eletto Gran Cavallerizzo dell'Imperatore e Grande Scudiero dell'Imperatrice, e l'erede al trono Filippo II lo ebbe come amico e confidente. Viaggiava in portantina leggendo San Paolo e Giovanni Crisostomo, impartì lezioni di cosmografia all'Imperatore e lo accompagnò in una guerra contro i Francesi. Si ammalò e fu creduto in punto di morte, ma guarì, e dopo la guarigione prese l'abitudine alla Confessione e alla Comunione frequenti.

La svolta spirituale e l'ingresso nella Compagnia di Gesù

La perdita della protettrice, l'Imperatrice Isabella, e la vista del suo volto decomposto lo spinsero verso una maggiore chiarezza spirituale. Trovò una saggia e sicura guida spirituale nel Beato Giovanni d'Avila. Fu nominato Viceré di Catalogna, raggiungendo il culmine della sua carriera mondana, e per quattro anni si adoperò faticosamente per mutare volto alla provincia di Catalogna, che era inquieta e ribelle perché povera e mal governata. Successivamente fu nominato Gran Maggiordomo e Consigliere di Stato. La morte della giovane moglie lo spinse a porre fine alla sua fortunata vicenda mondana ed entrò nella Compagnia di Gesù, fondata pochi anni prima dal conterraneo Ignazio di Loyola. Nel 1548 pronunziò i voti solenni nella Compagnia. Il Papa gli permise di restare nel mondo per occuparsi dei figli e del suo Ducato a causa della sua eccezionale personalità, ma due anni dopo Francesco Borgia rinunciò solennemente ai beni e alle cariche.

Il generalato e gli ultimi anni a Roma

Accettò per obbedienza gli incarichi più laboriosi e impegnativi per conto del giovane Ordine. Contribuì all'espansione europea e mondiale della Compagnia di Gesù grazie alla saggezza, all'ammirazione di cui godeva e all'aiuto di doni soprannaturali, preparando il rinnovamento cattolico della seconda metà del secolo. Fu il terzo Generale della Compagnia dopo Sant'Ignazio, ne rinnovò le Costituzioni e ne fissò le pratiche spirituali, fondando a Roma i principali Istituti dell'Ordine in rapido accrescimento. Viaggiò infaticabilmente fino alla vigilia della morte come ambasciatore di carità e concordia e consigliere di imperatori, re e principi, prima di morire nella sua cella romana il 30 settembre 1572.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Francesco Borgia?

La sua memoria liturgica si celebra il 30 settembre, giorno della sua morte avvenuta a Roma nel mille cinquecentosettantadue.

A Roma, san Francesco Borgia, sacerdote, che, morta la moglie, dalla quale aveva avuto otto figli, entrò nella Compagnia di Gesù e, lasciati gli onori terreni e rifiutati quelli ecclesiastici, eletto preposito generale, restò celebre per austerità di vita e spirito di preghiera. — Martirologio Romano