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30 settembre

Sant' Ismidone di Die

Vescovo

Aggiornato il 30 ottobre 2026

La giovinezza e l'ascesa alla cattedra episcopale

Sant'Ismidone nacque nel castello di Sassenage, situato nei pressi di Grenoble, come riportato dall'Ufficio. Egli ricevette una solida istruzione nella città di Valence, che preparò il suo spirito agli impegni futuri nella Chiesa. Divenne in seguito canonico di Lione grazie alla protezione dell'arcivescovo Ugo, il quale era stato in precedenza vescovo di Die. Nel 1097 il vescovo Ponzio rinunciò alla propria carica e nello stesso anno Ismidone fu chiamato a succedergli, divenendo vescovo della modesta diocesi di Die. Sin dall'inizio del suo ministero episcopale, egli si distinse per una dedizione costante alla cura delle anime e per l'attenzione verso la vita comune, un ideale che affermò in varie occasioni e che promosse attivamente.

Il servizio alla Chiesa e l'opera di pace

Ismidone fu il principale uomo di fiducia dell'arcivescovo legato Ugo di Lione, pur non essendo formalmente suffraganeo della sua sede metropolitana. Nel 1099 si recò a Roma, dove difese con successo e determinazione i diritti della primazia lionese. L'anno successivo, nel 1100, assistette l'arcivescovo Ugo al concilio di Anse e ne fu il degno portavoce al concilio di Poitiers. Nello stesso periodo compì i suoi viaggi in Oriente, accompagnando Ugo a Roma e a Gerusalemme, e tornando una seconda volta nei luoghi santi per il vivo amore che nutriva verso di essi. La sua autorevolezza morale fu riconosciuta ampiamente, tanto che il papa e il legato lo designarono più volte come arbitro in delicate controversie sorte tra varie chiese dei regni di Francia e di Borgogna. Tali dispute riguardarono importanti istituzioni monastiche ed ecclesiali come La Chartreuse, San Benigno di Digione, La Chaise-Dieu, Aniane Domène, Cruas e Bordeaux. I documenti contemporanei mettono in particolare risalto proprio questo prezioso ruolo di pacificatore svolto instancabilmente dal vescovo.

Le donazioni e gli ultimi giorni

Il vescovo Ismidone espresse la sua predilezione per la vita comune attraverso generose donazioni di chiese ai Canonici Regolari di Oulx e di Saint-Ruf. Egli ratificò inoltre l'importante atto di Josserand di Langres, il quale stabiliva la presenza dei Canonici Regolari presso la chiesa di santo Stefano di Digione. A questa stessa chiesa Ismidone donò un anello aureo impreziosito da una gemma preziosissima. Nel mese di ottobre del 1114, il vescovo ricevette nella città di Die l'abate Ponzio di Cluny, il quale era diretto a Roma per un viaggio ufficiale. Questo incontro con l'abate Ponzio costituisce l'ultima data in cui le fonti fanno menzione del vescovo vivente. All'inizio del settembre del 1116, il suo successore, il vescovo Pietro, risultava già pienamente in carica, confermando che la morte di Ismidone deve essere collocata nell'anno 1115. L'obituario della Chiesa di Lione ricorda il suo trapasso al trenta settembre, definendolo con le parole Ismio bone memorie, Diensis episcopus et canonicus Sancti Stephani.

Il culto, le fonti storiche e la memoria

Ismidone fu ben presto onorato come santo dalla devozione popolare e liturgica. Non si conservano Vitae antiche dedicate a questo santo vescovo, e la sua prima biografia documentata è costituita dalle lezioni dell'Ufficio del Breviarium Diense del 1523. Successivamente, nel 1688, G. Stilting compilò una Sylloge destinata agli Acta Sanctorum, mentre Ulisse Chevalier tracciò un profilo biografico nel millottocentoottantottocento che servì da punto di riferimento per gli autori posteriori. La tradizione riferisce che la chiesa in cui il corpo di Ismidone fu deposto prese il suo nome, ma la chiesa di San Ismidone fu tragicamente distrutta nel 1567 dagli Ugonotti, i quali in quella medesima circostanza bruciarono anche le spoglie mortali del santo. Intorno all'anno 1180, Goffredo di Hautecombe scrisse la vita di san Pietro di Tarantasia, inserendo Ismidone tra i prelati che resero illustre la Savoia e il Delfinato all'inizio del secolo, accanto a figure insigni come sant'Ugo di Grenoble e sant'Antelio di Belley. Già dal 1128 il vescovo Stefano di Die menzionava quale suo secondo predecessore sanctus Umido. La festa di Ismidone fu celebrata il ventotto settembre, mentre la sua morte è ricordata liturgicamente al trenta settembre 1115, suggellando la memoria di un pastore che, secondo le parole di Chevalier riprese da B. Bligny, fu per la sua diocesi una gloria più dolce del maestro Ugo.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ismidone di Die?

La festa di Sant'Ismidone si celebra il ventotto settembre, mentre la sua morte è ricordata liturgicamente al trenta settembre dell'anno milletenovecentoquindici.

A Die in Francia, sant’Ismidone, vescovo, che, mosso dall’amore per i luoghi santi, fece per due volte un pio pellegrinaggio a Gerusalemme. — Martirologio Romano