13 agosto
San Giovanni Berchmans
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e i primi studi
Giovanni Berchmans nacque il 12 marzo 1599 a Diest nelle Fiandre, primogenito di cinque figli in una famiglia segnata dalla dedizione al lavoro e alla fede. Suo padre, di nome Giovanni, esercitava il mestiere di calzolaio e conciatore di pelli, mentre sua madre Elisabetta era figlia del borgomastro Adriano Van den Hove. Nel corso del 1609 la madre fu colpita da una malattia incurabile e lenta, un dolore profondo che segnò i primi anni del fanciullo. A causa di questa difficile situazione domestica, nel medesimo anno 1609 Giovanni e i suoi fratelli furono affidati alle cure di due zie. Poco dopo, nell'ottobre del 1609, Giovanni fu inserito nel pensionato retto dal premostratense Pietro Van Emmerick, parroco della chiesa di Nostra Signora di Diest. Qui mosse i primi passi verso la vita ecclesiastica, iniziando gli studi latini nella Scuola Grande di Diest. Nel 1612 il padre, a causa delle ristrettezze economiche, gli chiese di abbandonare gli studi per imparare un mestiere manuale. Tuttavia, l'aiuto tempestivo di alcuni familiari rese possibile una soluzione più confacente alle sue doti e al suo impegno. A metà settembre del 1612 entrò così nella casa del canonico Froymont a Malines, dove continuò la propria formazione presso la Scuola Grande cittadina. Svolse umilmente il compito di servire il canonico Froymont come cameriere e, al contempo, fece da istitutore ad alcuni giovanissimi ragazzi della nobiltà convittori nella canonica.
La vocazione e il noviziato
Nel 1615 i Gesuiti aprirono un nuovo collegio a Malines, e sotto la loro direzione Giovanni poté compiere gli studi di retorica con grande profitto, divenendo anche membro della Congregazione Mariana. In quel periodo provò alcune incertezze sulla forma concreta della sua vocazione sacerdotale, ma leggendo una biografia di san Luigi Gonzaga capì con chiarezza di essere chiamato da Dio nella Compagnia di Gesù. Dovette superare la resistenza del padre che, sognando per lui una ricca prebenda, desiderava un altro futuro. Nel frattempo, dopo la morte della moglie avvenuta nel 1616, il padre abbracciò a sua volta lo stato ecclesiastico e divenne sacerdote. Conclusi gli studi umanistici in maniera brillante, Giovanni iniziò il noviziato a Malines sotto la direzione di Adriaen Sucquet, autore dell'opera Via Vitae Aeternae. I suoi progressi spirituali furono rapidi e sicuri, nutriti dai principi dell'antica scuola ascetico-mistica dei Paesi Bassi e presto aperti agli insegnamenti ignaziani. Dopo un solo anno di noviziato, i superiori gli concessero di emettere i tre voti perpetui detti di devozione, e fu nominato ianitor, ossia prefetto dei novizi, che a quel tempo erano più di cento.
Il soggiorno romano e la morte
Il 24 settembre 1618, poco dopo la conclusione del noviziato, fu prescelto per essere inviato a Roma per compiere gli studi filosofici al Collegio Romano. Giunse nell'Urbe il 2 gennaio 1619, avendo come direttore spirituale Virgilio Cepari, uno dei migliori scrittori spirituali del secolo. Al termine degli studi filosofici fu incaricato di sostenere l'onorifico e solenne actus publicus, durante il quale la chiarezza della sua intelligenza e la profondità delle sue conoscenze destarono grande ammirazione, insieme alla sua proverbiale modestia, umiltà e dolcezza. Purtroppo il rigido tenore di vita e il clima di Roma minarono la sua salute alquanto delicata. Il 7 agosto 1621 fu assalito da violente febbri, catarro intestinale e infiammazione polmonare, e i dottori disperarono ben presto di poterlo salvare. Andò serenamente incontro alla morte dopo una breve malattia e spirò il 13 agosto 1621, dando esempio di morte santissima. La sua santità fu favorita dalla grazia e provvidenza di Dio, alla quale egli rispose con un amore fedelissimo e il dono della più perfetta castità. Verso la fine della vita, dopo un periodo di aridità spirituale, fu anche favorito dell'esperienza mistica della presenza divina, unendo una profonda unione amorosa a Dio con una sorridente attuazione operosa nelle circostanze della vita concreta.
Il culto e la canonizzazione
La sorprendente fama di santità di Giovanni si diffuse subito dopo la sua morte sia a Roma sia all'estero, e già un anno dopo il trapasso si fecero le prime indagini canoniche in Roma e in Belgio. Tuttavia, i decreti di Urbano VIII del 1625 e di Innocenzo XI del 1678 in materia di processi e procedura ritardarono considerevolmente lo svolgimento della causa, alla quale si aggiunse in seguito la soppressione della Compagnia di Gesù. La causa fu finalmente riattivata nel 1830 e i progressi furono rapidissimi. Il 5 giugno 1843 fu emanato il decreto sulla eroicità delle virtù, seguito il 9 maggio 1865 dalla beatificazione. Successivamente, il 27 novembre 1887 fu emanato il decreto detto del tuto, che aprì la strada alla solenne canonizzazione celebrata il 15 gennaio 1888. Oggi il corpo del santo riposa nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma, mentre il suo cuore è venerato nella chiesa dei padri gesuiti a Lovanio. La sua memoria liturgica si celebra il 13 agosto, mentre la Compagnia di Gesù ne festeggia la memoria il 26 novembre. Giovanni è universalmente venerato come patrono della gioventù studentesca insieme a san Luigi Gonzaga.
Il cammino terreno
La vicenda umana di San Giovanni Berchmans prende avvio a Diest nel 1599. La sua vocazione si manifesta precocemente, conducendolo a intraprendere il cammino della vita religiosa nell'ordine della Compagnia di Gesù. Il suo ingresso nel noviziato di Malines segna l'inizio di una consacrazione vissuta con spirito di obbedienza e gioioso abbandono alla volontà divina. Successivamente, il suo percorso di formazione lo porta a Lovanio, centro di studi e di vita spirituale, dove egli approfondisce la propria dedizione agli studi e alla preghiera.
Nel 1619, in obbedienza ai superiori, viene trasferito a Roma, presso il Collegio Romano, per proseguire gli studi filosofici. In questo contesto, San Giovanni Berchmans si distingue per la sua applicazione solerte e per la serenità con cui affronta le sfide intellettuali. Un momento significativo di questo periodo è rappresentato dal solenne atto pubblico di filosofia, che egli sostiene con successo, dimostrando non solo la sua preparazione accademica, ma soprattutto l'integrità del suo spirito. La sua vita romana è tuttavia segnata da una breve e improvvisa malattia che, il 13 agosto 1621, lo conduce al termine del suo pellegrinaggio terreno. La sua morte, avvenuta in giovanissima età, non viene vissuta come una sconfitta, bensì come il compimento di una vita spesa interamente nell'amore per Cristo, lasciando ai suoi compagni e alla Chiesa intera il ricordo di una purezza che non conosce il declino del tempo.
Il ricordo e la venerazione
Il culto verso San Giovanni Berchmans si è diffuso rapidamente dopo la sua scomparsa, alimentato dall'ammirazione per la sua vita esemplare e dalla consapevolezza della sua intercessione. La solenne canonizzazione, avvenuta il 15 gennaio 1888 per mano di papa Leone XIII, ha sancito ufficialmente la sua posizione di intercessore presso Dio per l'intera Chiesa universale.
La memoria liturgica di questo santo è fissata al 13 agosto, giorno del suo transito al cielo, mentre la Compagnia di Gesù riserva una celebrazione particolare il 26 novembre, onorando così uno dei suoi figli più luminosi. Egli è riconosciuto come patrono della gioventù studentesca, figura guida per tutti coloro che, sui banchi di scuola o nelle aule universitarie, cercano di coniugare l'impegno intellettuale con la crescita spirituale. La sua eredità continua a ispirare quanti, con umiltà e costanza, aspirano a servire Dio nell'adempimento generoso dei propri doveri quotidiani, trovando in lui un intercessore pronto a sostenere ogni sforzo sincero di ricerca della verità e della santità.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giovanni Berchmans?
Si celebra il 13 agosto, mentre la Compagnia di Gesù ne festeggia la memoria il 26 novembre.
Di cosa è patrono San Giovanni Berchmans?
Giovanni è venerato come patrono della gioventù studentesca insieme a san Luigi Gonzaga.
A Roma, san Giovanni Berchmans, religioso della Compagnia di Gesù, che, amato da tutti per la sua pietà sincera, la schietta carità e l’allegria incessante, dopo una breve malattia andò serenamente incontro alla morte. — Martirologio Romano