30 settembre
San Lauro
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le tradizioni
Le origini di San Lauro non sono chiare e la memoria si affida a due diverse tradizioni che ne tramandano il cammino spirituale. La prima tradizione riporta che San Lauro avesse un'origine Tourangelle, sebbene non specifichi in quale modo egli abbia raggiunto l'Armorica. Arrivato in quelle terre, si mise al servizio di un sacerdote molto esigente che gli ordinò di attingere acqua da una fonte lontana. Essendo molestato durante il tragitto per prendere l'acqua, San Lauro pregò Dio ottenendo che una nuova sorgente di acqua gradevole sgorgasse direttamente nel giardino del sacerdote. La seconda tradizione afferma invece che San Lauro appartenesse a una nobile famiglia bretone e che sbarcasse ad Aleth prima che la sua imbarcazione affondasse nelle terre armoricane. Secondo questa seconda via, San Lauro predicò nei dintorni dell'attuale città di Josselin, compiendo prodigi come il viaggio lungo il corso del fiume usando il proprio cappotto come canoa, fino a sbarcare nel luogo che divenne Montertelot e a fondare un monastero chiamato Mouster Sant Laur.
Il monachesimo e il regno di Giudicaele
San Lauro era un monaco bretone del settimo secolo che visse sotto il regno di Giudicaele. Arrivato sulla terraferma, San Lauro si mise al servizio del re Giudicaele, il quale, verso l'anno 632, assegnò al santo alcune terre. Sulle terre assegnate da re Giudicaele fu fondato il monastero di San Lauro, ritenuto il cuore di una comunità monastica nella diocesi di San Malo. Durante il governo di San Lauro, il monastero accolse molti monaci nel corso degli anni e, in passato, ospitò anche Sant'Elocan, testimoniando una feconda fioritura di vita spirituale e fraterna.
Il transito e la storia delle reliquie
San Lauro morì il 30 settembre 660 e fu sepolto in un sarcofago di pietra trasportato dal Broerec. Nel nono secolo, a causa delle incursioni normanne, le reliquie di San Lauro furono trasferite nell'Abbazia di San Giuliano a Tours per proteggerle dalla profanazione. Le reliquie rimasero nell'Abbazia di San Giuliano fino al 1562, anno in cui furono distrutte dai protestanti durante le guerre di religione. Attualmente San Lauro, noto come Saint Léry, è venerato in due parrocchie dell'attuale Morbihan a Montertelot, precisamente presso la St. Laurence Church e la St. Lawrence Fountain, dove la memoria del santo continua a ispirare la comunità cristiana.
La vita
La vita di San Lauro si inscrive nel fervore religioso del settimo secolo in Armorica, terra che vide il suo cammino di monaco snodarsi tra la preghiera e l'edificazione materiale e spirituale di luoghi di culto. La sua missione ricevette un impulso decisivo nell'anno seicentotrentadue, quando, al servizio del re Giudicaele, ottenne la concessione di alcune terre. Tale gesto non fu soltanto un atto politico, ma l'inizio di una vocazione comunitaria che trovò la sua massima espressione nella fondazione del monastero di Mouster Sant Laur. Presso questo centro, la sua opera si dispiegò con sapienza, attirando fedeli e consolidando la presenza cristiana in una regione segnata da grandi trasformazioni.
Dopo una vita spesa nel servizio di Dio e dei fratelli, San Lauro concluse il suo pellegrinaggio terreno il trenta settembre dell'anno seicentosessanta, a Montertelot. La sua figura, pur lontana nel tempo, continua a parlare alla sensibilità dei credenti odierni, non per il prestigio di gesti eclatanti, ma per la coerenza di una scelta monastica vissuta fino al termine dei propri giorni. Egli ha saputo abitare i luoghi del suo tempo con lo sguardo rivolto all'eterno, lasciando che la propria esistenza fosse plasmata dalla regola e dal silenzio. La sua dedizione, che lo portò a collaborare con le autorità del tempo per il bene comune, rimane un esempio di come la fede possa tradursi in una presenza costruttiva e duratura nel tessuto sociale.
Il culto
Il culto di San Lauro si è radicato profondamente nella memoria delle genti di Montertelot, che lo venerano come patrono e custode della propria identità spirituale. La venerazione verso il santo abate ha attraversato secoli di storia, subendo le prove e le vicissitudini che hanno segnato il territorio bretone. Nel corso del nono secolo, a causa del pericolo incombente delle incursioni normanne, le sue reliquie furono traslate presso la città di Tours, in un gesto di premura volto a preservare la memoria fisica del santo. Tale traslazione permise al suo culto di estendersi oltre i confini locali, garantendo una continuità nella devozione dei fedeli.
Purtroppo, la storia delle reliquie fu segnata da una distruzione definitiva avvenuta nell'anno millecinquecentosessantadue, durante gli scontri religiosi dell'epoca. Nonostante la perdita dei resti mortali, la figura di San Lauro non ha smarrito la sua forza evocativa. Egli continua a essere celebrato con solennità ogni anno, il trenta settembre, giorno in cui la comunità rinnova la propria gratitudine per il dono della sua testimonianza. Questa memoria, priva di ostentazione, si affida alla preghiera e alla liturgia, confermando che la santità, quando è autentica, trascende la fragilità dei segni materiali per rimanere viva nel cuore della Chiesa e dei suoi devoti.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Lauro?
La festa liturgica per San Lauro monaco si celebra il trenta settembre.
Quali sono i luoghi di culto legati a San Lauro?
San Lauro è venerato nelle parrocchie dell'attuale Morbihan a Montertelot, in particolare presso la St. Laurence Church e la St. Lawrence Fountain.