1 settembre
San Lupo di Sens
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e giovinezza
Secondo quanto riportato dalla Vita di san Lupo, i suoi genitori si chiamavano Bettone e Austregilda ed erano autorevoli esponenti della nobiltà di Orléans residenti lungo la Loira. Durante l'infanzia, Lupo si distinse come studente assennato e dotato di eccellenti capacità intellettuali e morali. La sua formazione fu guidata anche dalla vicinanza dei suoi zii materni, Austrenio, vescovo di Orléans, e Aunacario, vescovo di Auxerre. Gli zii vescovi, notando il profondo attaccamento del nipote ai patti e agli insegnamenti evangelici, lo ritennero pienamente idoneo a ricevere gli Ordini sacri.
L'episcopato e l'esilio
Lo stile di vita mortificato, la profonda religiosità e la generosità verso i bisognosi mostrati da Lupo portarono alla sua elezione come successore di Artemio alla guida della diocesi di Sens, figurando come il diciannovesimo presule nella cronotassi episcopale. Il suo predecessore Artemio aveva preso parte al concilio di Mâcon svoltosi nel 585. Nel corso del suo mandato, Lupo partecipò personalmente al concilio celebrato a Parigi il 10 ottobre 614. La storiografia e il Martirologio ufficiale ricordano che nel 613 i disordini politici legati alle lotte di successione della dinastia merovingia, uniti a calunnie formulate contro di lui, provocarono l'esilio di Lupo nella regione del Vimeu. Il Martirologio specifica che tale condanna all'esilio fu inflitta al vescovo per aver affermato con fermezza davanti a un'autorità locale il principio secondo cui il popolo deve essere guidato dai sacerdoti e deve obbedienza a Dio anziché ai sovrani terreni. Durante l'esilio, Lupo fissò la propria dimora ad Ansenne, località sulla Bresle situata tra gli attuali comuni di Blangy-sur-Bresle e Camaches, dedicandosi con dedizione all'evangelizzazione del territorio. Successivamente, il re franco Clotario secondo richiamò in patria Lupo dall'esilio, formulandogli una richiesta di perdono e donando ampi beni alla chiesa. Dopo il suo ritorno, Mederio, successore di Lupo come vescovo di Sens, fu presente al concilio di Clichy nel 627.
Morte e prodigi
La tradizione riferisce che Lupo compì diversi eventi prodigiosi nel corso della sua vita. Durante la celebrazione di una Messa a Ordon, oggi denominata Saint-Loup-d'Ordon, una pietra preziosa sarebbe discesa dal cielo posandosi all'interno del calice tenuto da Lupo. Il vescovo sarebbe deceduto nella località di Brienon-sur-Armanon, luogo in cui si trova una fonte d'acqua a lui intitolata. Le spoglie mortali del presule furono riportate a Sens, dove presso la sua sepoltura si verificarono numerose guarigioni miracolose. Il testo della Vita di san Lupo veniva in passato collocato verso la fine dell'ottavo secolo, mentre gli studi moderni la attribuiscono al nono secolo. Diversi critici contemporanei considerano la Vita un testo scarsamente attendibile, utilizzabile storicamente solo con estrema cautela. San Lupo era tradizionalmente invocato come protettore e patrono dalle persone affette da epilessia.
Il culto e le reliquie
Alcuni dei manoscritti più completi del Martirologio Geronimiano riportano al primo settembre la memoria del seppellimento di san Lupo, vescovo e confessore, nella città di Sens. Anche il Martirologio di Wandelbert de Prüm, pubblicato nell'ottocentoquarantotto, menziona san Lupo nella medesima data del primo settembre. Il Martirologio ufficiale commemora a Sens, in Neustria, la figura del vescovo san Lupo. Il culto dedicato al santo ha origini molto antiche e ha mantenuto una forte vivacità per un lungo periodo in un'ampia regione. Numerose parrocchie e monasteri hanno scelto san Lupo come proprio santo patrono. Tra le fondazioni dedicate al santo spiccano i due rilevanti priorati di Saint-Loup-de-Naud, vicino a Provins, e di Saint-Leu-d'Esserent, nei pressi di Senlis. Le imponenti ed esteticamente pregevoli chiese dei priorati di Saint-Loup-de-Naud e di Saint-Leu-d'Esserent testimoniano la duratura popolarità del santo. Nel milleduecentotrentacinque venne fondata a Parigi la chiesa intitolata ai santi Leu e Gilles. Lupo aveva espresso la volontà di essere inumato all'interno della basilica di Santa Colomba a Sens. L'edificio sacro scelto per la sepoltura prese ben presto la doppia intitolazione di basilica di Santa Colomba e di San Lupo, e attorno ad esso si sviluppò successivamente una comunità monastica. Il ventitré luglio ottocentocinquantatré l'arcivescovo di Sens, Gaunilone, traslò le reliquie di san Lupo all'interno di una nuova basilica in occasione della sua dedicazione. Nel milleottocentosettantotto la cassetta reliquiaria di santa Colomba e nel milleottocentonovantasei quella di san Lupo racchiudevano ancora due frammenti di un antico manufatto tessile orientale. I tessuti conservati nei reliquiari erano decorati con motivi a medaglioni raffiguranti leoni rampanti e servirono in origine per avvolgere le spoglie dei santi.
Il cammino pastorale
Il percorso terreno di San Lupo di Sens ebbe inizio nella città di Orléans, luogo che vide i primi passi di un uomo destinato a guidare la diocesi di Sens come suo diciannovesimo vescovo. Il suo episcopato si svolse in un clima di significativa instabilità, caratterizzato dalle tensioni politiche che agitavano il regno dei Merovingi. Nonostante le difficoltà del tempo, egli seppe mantenere ferma la propria missione, prendendo parte attiva alla vita ecclesiale del suo secolo, come dimostra la sua presenza al concilio di Parigi tenutosi nell'anno seicentoquattordici.
La fedeltà al proprio ufficio episcopale condusse San Lupo a sperimentare le asprezze dell'esilio. Egli fu infatti allontanato dalla sua sede e inviato nel Vimeu, una terra di sofferenza e solitudine. Durante questo periodo di prova, la sua figura non perse la propria dignità, rimanendo un punto di riferimento per i fedeli di Auxerre, Ansenne e delle altre terre toccate dal suo apostolato. La provvidenza volle che il re Clotario Secondo, riconoscendo il valore del vescovo, ne disponesse il richiamo dall'esilio, permettendo così il ricongiungimento tra il pastore e il suo popolo. Il termine della sua esistenza giunse nell'anno seicentoventitré a Brienon-sur-Armanon. Le sue spoglie mortali furono accolte con solennità e riposano tuttora all'interno della basilica di Santa Colomba a Sens, dove ancora oggi giungono i fedeli per sostare in preghiera presso il luogo che custodisce la memoria di un servitore di Dio così tenace e fedele.
Il ricordo liturgico
La venerazione verso San Lupo di Sens si è consolidata nel corso dei secoli come espressione di una devozione che supera i confini del tempo. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il primo giorno del mese di settembre, offrendo ai fedeli l'opportunità di riflettere sulle virtù di un uomo che seppe trasformare l'esilio in un tempo di preghiera e di testimonianza. La sua vita, segnata dall'obbedienza al mandato apostolico, continua a parlare alla comunità cristiana, ricordando che la santità si costruisce nel compimento quotidiano del proprio dovere, anche quando le circostanze esterne sembrano avverse.
La fiducia che il popolo cristiano ripone in San Lupo è particolarmente manifesta tra coloro che sono provati dalla malattia. Il santo vescovo è infatti invocato come patrono degli epilettici, ai quali offre il sostegno della propria intercessione presso il trono dell'Altissimo. La sua basilica a Sens rimane una meta di pellegrinaggio spirituale, un luogo di silenzio e di accoglienza dove la storia di un vescovo del settimo secolo incontra le necessità e le speranze degli uomini e delle donne di ogni tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Lupo di Sens?
San Lupo di Sens si festeggia il primo settembre, data in cui viene ricordato il suo seppellimento nella città di Sens.
Di cosa è patrono San Lupo di Sens?
San Lupo è tradizionalmente invocato come protettore e patrono dalle persone affette da epilessia ed è scelto come patrono da numerose parrocchie e monasteri.
A Sens in Neustria, ora in Francia, san Lupo, vescovo, che patì l’esilio per avere coraggiosamente affermato davanti a un notabile del luogo che il popolo deve essere guidato dal sacerdote e obbedire a Dio piuttosto che ai príncipi. — Martirologio Romano