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1 settembre

San Tammaro

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'esilio e l'arrivo in Italia

San Tammaro visse nel quinto secolo ed era originario dell'Africa del Nord, da dove dovette fuggire come immigrato e profugo. Un antico testo intitolato Vita di san Castrense colloca il suo arrivo nel quinto secolo, a seguito dell'invasione del Nord Africa da parte dei Vandali guidati da re Genserico. Re Genserico, che avrebbe poi saccheggiato Roma nel 455, impose una netta separazione tra l'etnia vandalica e i cittadini romani sottomessi, espellendo molti sacerdoti dall'Africa. La medesima fonte riferisce che Tammaro e dodici compagni subirono minacce e torture prima di essere messi su una nave lasciata alla deriva. L'imbarcazione dei profughi arrivò per pura sorte sulle coste della Campania, precisamente nell'Agro campano, area nota come Terra di Lavoro e corrispondente a gran parte dell'odierna provincia di Caserta. Una volta sbarcati, i compagni di Tammaro si separarono per evangelizzare le regioni dell'Italia meridionale.

L'episcopato e le fonti storiche

Le informazioni storiche riguardanti la vita di Tammaro sono estremamente scarse. Alcune ipotesi lo indicano come allievo della scuola di sant'Agostino, ma l'affermazione è priva di riscontri documentali certi. Lo storico capuano Michele Monaco riferisce che Tammaro visse inizialmente da eremita nei pressi di Capua, nell'attuale provincia di Caserta. Nonostante la scelta di vita solitaria, fu rintracciato dalla popolazione e acclamato vescovo di Benevento. La sua elezione all'episcopato presenta tuttavia discrepanze e incertezze storiche nelle fonti. La devozione verso Tammaro come vescovo è ampiamente attestata da antichi calendari liturgici e da numerose chiese a lui intitolate nell'intera regione.

Il transito e la custodia delle reliquie

Tammaro morì in età avanzata, verosimilmente attorno al 490. La sua salma venne inumata all'interno della cattedrale di Benevento. Seguendo i successivi interventi di ristrutturazione del duomo beneventano, i resti del santo vennero trasferiti in un'arca di marmo insieme alle spoglie di altri santi. L'arca marmorea ha protetto le reliquie, rimaste intatte anche durante il devastante bombardamento che rasò al suolo la cattedrale nella seconda guerra mondiale. Nonostante la scarsità di notizie biografiche lasciate dal santo, il suo culto è sopravvissuto nei secoli ed esiste tuttora un comune intitolato al santo in provincia di Benevento.

Il culto e il patronato a Grumo Nevano

San Tammaro è legato in modo speciale alla città di Grumo Nevano, in provincia di Napoli, oggi nota come polo dell'industria tessile. Nel diciassettesimo secolo la popolazione di Grumo Nevano scelse Tammaro come proprio patrono, importando alcune sue reliquie da Benevento per promuoverne la venerazione. Una porzione delle sue reliquie è conservata a Grumo Nevano, nella chiesa parrocchiale a lui dedicata, elevata di recente al titolo di basilica. In occasione delle festività del santo, tali reliquie vengono esposte all'interno di un reliquiario proveniente dall'estero. Il reliquiario di Grumo fu donato dalla comunità locale di emigrati negli Stati Uniti d'America.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Tammaro?

San Tammaro si festeggia il primo settembre di ogni anno.

Di cosa è patrono San Tammaro?

San Tammaro è il santo patrono del comune di Grumo Nevano.