1 settembre
Sant' Elpidio di Atella (S. Arpino)
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti storiche e la tradizione agiografica
Il Martirologio Romano celebra la memoria di Elpidio il primo settembre. Il testo del Martirologio Romano riassume una leggenda non antica su Elpidio. Secondo tale leggenda, Elpidio era uno dei dodici vescovi o preti africani persecutati. La leggenda colloca gli eventi durante la persecuzione vandalica del quinto secolo o quella ariana del quarto secolo. I chierici africani furono sottoposti a vari tormenti e caricati su una vecchia nave senza remi e senza vele affinché morissero in mare. La nave non affondò e fu spinta dalle correnti fino in Campania. Gli studiosi Ruinart e Tillemont avevano già ipotizzato che questa leggenda fosse priva di fondamento. L'inattendibilità della leggenda è stata ampiamente dimostrata dallo storico Lanzoni. La leggenda risale al dodicesimo secolo ed è ritenuta priva di qualsiasi valore storico. Tale racconto rielabora ed espande altri episodi simili, come la vicenda del vescovo di Cartagine Quodvultdeus giunto con i suoi chierici a Napoli tra il 439 e il 440. Secondo Lanzoni, i dodici nomi menzionati nella leggenda corrispondono a vescovi o santi locali.
Il vescovato ad Atella e le attestazioni antiche
Il nome di Elpidio compare in fonti storiche più antiche e rilevanti rispetto alla leggenda del dodicesimo secolo. La passio di san Canione, martire atellano, narra che il vescovo Elpidio fece erigere una basilica sulla tomba del martire. La passio riporta l'iscrizione dedicatoria della basilica con il nome del costruttore Elpidio. La Vita Sancti Elpidii celebra il santo il 24 maggio. La Vita Sancti Elpidii indica che Elpidio era fratello di san Cione e zio di san Elpicio. La Vita Sancti Elpidii definisce Elpidio vescovo di Atella durante i pontificati di papa Siricio e l'impero di Arcadio. Gli storici considerano probabile la correttezza di questi dati cronologici su Elpidio. Gli Atti della traslazione di san Atanasio di Napoli attestano la presenza di una chiesa di Sant'Elpidio ad Atella nell'anno 872. Un atto notarile dell'820 dimostra che la zona circostante ad Atella era già denominata Sant'Elpidio, corrispondente all'odierna Sant'Arpino. Il Calendario marmoreo di Napoli commemora Elpidio il quindici gennaio con la dicitura relativa al vescovo. Lo studioso Delehaye ha sostenuto che la menzione del quindici gennaio si riferisse a un omonimo Elpidio celebrato nella stessa data dal Sinassario Costantinopolitano. Gli studiosi Lanzoni e Mallardo sostengono che la citazione del Calendario marmoreo riguardi il vescovo di Atella. L'Elpidio della tradizione bizantina non risulta essere stato un vescovo. La lista episcopale di Reggio Emilia menziona un Elpidio, definito vescovo di Atella. Secondo la cronaca di Reggio Emilia, Elpidio si sarebbe rifugiato lì dopo la distruzione della sua sede e sarebbe stato vescovo della città dal 448 al 453. La medesima fonte sostiene che Elpidio fu sepolto a Salerno dopo la sua morte. Lanzoni definisce le informazioni contenute nella lista di Reggio Emilia come un insieme di gravi errori storici.
La traslazione delle reliquie e il culto a Salerno
In seguito alla distruzione di Atella causata dall'invasione longobarda, alcuni cittadini trovarono rifugio a Salerno. I profughi portarono con sé a Salerno i corpi di Elpidio, Cione ed Elpicio. Le salme dei tre santi furono deposte sotto un altare della cattedrale antica di Salerno. Il clero salernitano festeggia liturgicamente i tre santi il 24 maggio da diversi secoli. Nel 1958 l'arcivescovo Demetrio Moscato ha promosso una ricognizione canonica delle reliquie conservate nella cripta del duomo di Salerno. La ricognizione riguardava le salme collocate sotto l'altare detto dei santi confessori. Durante i lavori del 1958 sono state ritrovate le reliquie di Elpidio, Cione ed Elpicio. Un'iscrizione marmorea interna alla lastra di copertura attesta che l'arcivescovo Alfano I aveva collocato le reliquie in quel luogo nel marzo 1081. È stata predisposta una nuova sistemazione decorosa per i resti dei tre santi. La celebrazione del santo viene osservata anche secondo la Vita Sancti Elpidii il 24 maggio, mentre il Calendario marmoreo di Napoli ricorda la figura il quindici gennaio.
Il ministero episcopale
Il ministero di Sant' Elpidio si colloca nel quarto secolo, un periodo di trasformazione e di consolidamento per le comunità cristiane. In qualità di vescovo di Atella, egli svolse il suo servizio sotto il pontificato di papa Siricio, momento in cui la struttura gerarchica della Chiesa andava definendosi con maggiore chiarezza. La sua azione pastorale non si limitò alla guida dei fedeli, ma si distinse per un atto di profonda pietà liturgica e storica: l'edificazione di una basilica sul sepolcro di San Canione. Attraverso questa costruzione, il vescovo intese onorare il martire atellano, creando un centro di aggregazione spirituale dove il popolo di Dio potesse raccogliersi in preghiera e celebrare il mistero della salvezza. Questa scelta rivela un pastore attento non soltanto alle necessità quotidiane del suo gregge, ma anche alla custodia della memoria cristiana, intesa come fondamento indispensabile per la vita spirituale della diocesi. La cura per il luogo di sepoltura di un martire rappresenta, nel linguaggio della Chiesa antica, un atto di comunione dei santi che travalica il tempo e lo spazio, rendendo il vescovo custode di un legame spirituale che unisce il presente alla testimonianza eroica del passato.
La traslazione delle reliquie
Le vicende terrene di Sant' Elpidio si intrecciano con i grandi sconvolgimenti che segnarono l'Italia dopo l'invasione longobarda. Fu in questo contesto di precarietà e di difesa dei beni sacri che le sue reliquie furono traslate da Atella verso la città di Salerno. Questo spostamento non fu solo un atto di salvaguardia fisica, ma un modo per mantenere vivo il culto del santo in un nuovo contesto, garantendo che la memoria del suo operato non andasse perduta. Il riconoscimento definitivo della sacralità dei suoi resti avvenne molti secoli dopo, nell'anno milleottantuno, quando le spoglie furono solennemente collocate sotto l'altare del duomo di Salerno. Tale gesto, compiuto nel cuore della cattedrale, sancì l'inserimento definitivo di Sant' Elpidio nella storia della Chiesa salernitana, elevandolo a figura di riferimento per i fedeli. Ancora oggi, questa presenza silenziosa sotto l'altare richiama la continuità della fede e la comunione che lega le diverse Chiese locali attraverso la venerazione di coloro che hanno servito il Signore con dedizione e umiltà.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Elpidio di Atella?
Il Martirologio Romano celebra la memoria di Sant'Elpidio il 1° settembre, mentre la Vita Sancti Elpidii e la tradizione di Salerno lo ricordano il 24 maggio. Il Calendario marmoreo di Napoli ne attesta inoltre la commemorazione il 15 gennaio.