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1 settembre

San Sisto di Reims

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il ministero episcopale

San Sisto è vissuto nel terzo secolo ed è considerato il primo vescovo della città di Reims. Nella cronotassi episcopale ufficiale di Reims occupa la prima posizione, precedendo il suo compagno san Sinicio. Il nome di san Sisto figura nel testo di un antico catalogo dei vescovi di Reims. Flodoardo, vissuto tra l'894 e il 966, si servì di tale catalogo per redigere la sua opera intitolata Historia Remensis ecclesiae. La conoscenza di questo catalogo episcopale risale almeno all'epoca dell'arcivescovo Incmaro, deceduto nell'882. Nessuno dei cataloghi episcopali antichi pervenuti fino all'epoca contemporanea è stato redatto prima dell'undicesimo secolo. Tutti e sei gli esemplari conservati di questi cataloghi contenevano una lista di presuli che si arrestava a Henri de Dreux, vissuto nel tredicesimo secolo. Il primo vescovo della diocesi di Reims la cui esistenza sia attestata da fonti storiche certe è Imbetausio. Imbetausio presenziò ai lavori del concilio di Arles nell'anno 314. La tradizione storiografica attribuisce a Sisto e Sinicio la prima evangelizzazione del territorio abitato dai Remi nella seconda metà del terzo secolo. Dopo aver intrapreso un itinerario insieme a san Sinicio, san Sisto pose la sua residenza a Reims e vi istituì una chiesa. Si ipotizza che l'inizio del suo ministero episcopale a Reims si collochi attorno al 260, sebbene alcune ricostruzioni storiche lo anticipino al 250 circa. Il governo pastorale di san Sisto sulla città si protrasse per una durata di vent'anni. Nelle cronache di Flodoardo viene riferito che l'attività evangelizzatrice di Sisto e Sinicio spingeva i suoi confini fino al territorio di Soissons. La regione di Soissons avrebbe ottenuto una propria sede episcopale indipendente soltanto cinquant'anni più tardi.

Tradizioni agiografiche e memoria storica

Flodoardo tramanda inoltre la versione secondo cui san Sisto sarebbe stato un discepolo diretto di san Pietro, inviato da questi a Reims e poi martirizzato sotto l'impero di Nerone. La narrazione del discepolato petrino e del martirio neroniano è priva di qualsiasi riscontro o fondamento storico. Una differente tradizione agiografica priva di aderenza storica narra che Sisto e Sinicio giunsero da Roma a seguito del martirio dei santi Crispino e Crispiniano. I santi Crispino e Crispiniano vengono indicati come vittime delle persecuzioni anticristiane promosse dall'imperatore Diocleziano. In seguito al suo decesso, la salma di san Sisto fu inumata all'interno di un'area cimiteriale situata nella zona meridionale di Reims. Sopra il luogo della sepoltura originale venne successivamente eretto un edificio di culto intitolato ai santi Sisto e Sinicio. La chiesa intitolata ai santi Sisto e Sinicio fu rasa al suolo nel 1726 e non ne sopravvive alcuna testimonianza architettonica. Nell'anno 920 l'arcivescovo Erveo dispose la traslazione delle spoglie di san Sisto presso la basilica abbaziale di Saint-Remi. La ricorrenza liturgica di san Sisto viene celebrata annualmente il primo settembre. Nella medesima data del primo settembre la Chiesa commemora anche le figure di san Sinicio e di san Nivardo. San Sisto viene venerato come patrono da diverse comunità parrocchiali collocate nel territorio del dipartimento delle Ardenne. Una scultura raffigurante san Sisto è collocata nel portale della cattedrale di Reims, posizionata tra le statue di san Nicasio e san Remigio. Il Martirologio attesta la memoria a Reims, nella Gallia belgica, oggi Francia, di san Sisto come presunto protovescovo cittadino.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Sisto di Reims?

La sua ricorrenza liturgica si celebra annualmente il primo settembre, in memoria condivisa con san Sinicio e san Nivardo.

Di cosa è patrono san Sisto di Reims?

San Sisto è venerato come patrono da diverse comunità parrocchiali collocate nel territorio del dipartimento delle Ardenne.

A Reims nella Gallia belgica, ora in Francia, san Sisto, che si ritiene sia stato il primo vescovo di questa città. — Martirologio Romano