1 settembre
Sant' Egidio
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e i problemi cronologici
L'epoca precisa in cui è vissuto l'abate Egidio, chiamato Gilles in lingua francese, non è conosciuta con assoluta certezza dagli storici. Alcuni studiosi identificano il santo con l'Egidio che fu inviato a Roma da San Cesario di Arles all'inizio del sesto secolo. Altri storici collocano la vita di Egidio un secolo e mezzo dopo l'inizio del sesto secolo, mentre ulteriori analisi datano la sua morte in un periodo compreso tra il 720 e il 740. Il Martirologio attesta che il santo ha vissuto nel territorio di Nîmes, nella Gallia narbonense, corrispondente all'attuale Francia meridionale. La leggenda sulla vita del santo contiene diversi anacronismi e non contribuisce a chiarire la sua esatta cronologia, sebbene la collocazione generale resti fissata tra il sesto e il settimo secolo.
La vita eremitica e il prodigio della cerva
Egidio visse per diversi anni come eremita all'interno di un bosco, completamente isolato dagli altri uomini. Una delle narrazioni più celebri sul suo conto riguarda una cerva mandata da Dio per nutrirlo con il suo latte. Durante una battuta di caccia guidata dal re in persona, la nobile cerva venne inseguita dal sovrano. Nel lanciare la freccia verso l'animale, il re non si accorse che la cerva si era rifugiata ai piedi dell'eremita. La freccia scagliata dal sovrano ferì di striscio il pio eremita al posto della cerva. In seguito a questo grave incidente, il re strinse amicizia con Egidio e decisi di regalargli l'intero territorio per farsi perdonare il gesto inconsueto.
La fondazione dell'abbazia e il culto
Sul territorio generosamente donato dal re nacque successivamente una grande abbazia, dove si sviluppò un'attiva comunità monastica guidata da Egidio in qualità di abate e padre. La tradizione attesta che in quel luogo il santo edificò il monastero e concluse la sua vita terrena, e la cittadina sorta nella regione della Camargue prese il nome proprio da lui. La tomba del santo era profondamente venerata in un'abbazia situata nella regione di Nîmes. Il sepolcro risaliva verosimilmente all'epoca merovingia, mentre l'iscrizione presente sulla tomba non era antecedente al decimo secolo. La prima Vita del santo abate fu scritta proprio nel decimo secolo e si dimostra particolarmente ricca di racconti prodigiosi ed edificanti.
Le rappresentazioni artistiche e la memoria
Il culto di Sant' Egidio è ampiamente attestato in Francia, in Belgio e in Olanda, dove i fedeli continuano a invocarlo contro la follia, la paura e il delirio provocato dalla febbre. Due vetrate e una splendida scultura del portale della cattedrale di Chartres raffigurano San Egidio mentre devotamente celebra la Messa. Nelle raffigurazioni della cattedrale di Chartres, il santo ottiene il prodigioso perdono per un peccato che l'imperatore Carlo Magno, vissuto tra il 768 e l'814, non aveva mai osato confessare ad alcun sacerdote. È opportuno ricordare che il nome Egidio è molto caro alla famiglia francescana poiché appartiene a diversi beati. Il più noto dei beati francescani di nome Egidio viene festeggiato il 23 aprile ed è stato il terzo compagno di San Francesco; egli era di origine contadina, operoso, saggio e caratterizzato da perfetta letizia e arguzia. Il santo celebrato oggi, invece, è molto popolare in Francia ma non fa parte della famiglia francescana, essendo vissuto molto prima di San Francesco.
La vita nel deserto e la fondazione
Nel silenzio della Gallia narbonense, Egidio scelse di vivere come eremita, cercando unicamente il volto di Dio lontano dai rumori del mondo. Ritiratosi in un fitto bosco, condusse un'esistenza di preghiera e penitenza, assistito amorevolmente dalla creazione: la tradizione tramanda che una cerva lo nutriva quotidianamente con il suo latte, segno della cura che il Creatore riserva ai suoi servi fedeli. Questo legame con la natura fu l'origine del mutamento della sua vita, quando, durante una battuta di caccia reale, una freccia scagliata verso l'animale lo ferì, rivelando la sua presenza al sovrano.
Colpito dalla santità dell'eremita, il re volle fargli dono del territorio circostante affinché potesse sorgere un luogo di preghiera. In quella terra, situata nei pressi di Nîmes, Egidio edificò un monastero, divenendone l'abate devoto. Sotto la sua guida paterna, la comunità crebbe nella carità e nella lode divina, trasformando quel deserto in un giardino di fede e accoglienza, dove egli concluse piamente i suoi giorni terreni.
Il culto e il patrocinio
La tomba di sant'Egidio a Nîmes divenne presto meta di pellegrinaggi, diffondendo la fama della sua santità ben oltre i confini della Gallia. Il suo culto si è radicato profondamente nel cuore del popolo cristiano, che riconosce in lui un protettore potente nelle tribolazioni più oscure dell'anima e del corpo.
A lui si rivolgono con fiducia coloro che sono provati dal delirio della febbre, quanti lottano contro le ombre della paura e coloro che smarriscono la via della ragione nella sofferenza della follia. La sua intercessione continua a donare sollievo e speranza a chiunque cerchi la pace del cuore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Egidio?
Sant' Egidio viene celebrato il primo settembre.
Di cosa è patrono Sant' Egidio?
Il santo viene invocato dai fedeli contro la follia, la paura e il delirio provocato dalla febbre.
Nel territorio di Nîmes nella Gallia narbonense, ora in Francia meridionale, sant’Egidio, da cui poi prese il nome la cittadina fiorita nella regione della Camargue, dove si tramanda che egli costruì un monastero e pose termine al corso della sua vita mortale. — Martirologio Romano