15 marzo
San Menigno di Pario
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti storiche e la conversione
Le uniche fonti di informazioni su Menigno sono costituite da una Passio abbreviata, pubblicata da Basilio Latysev e aggiunta ai testi riuniti da Godefrido Henskens e Daniele Papebroch, e da un'altra Vita di Menigno che rimane tuttora inedita. La tradizione riferisce che il santo esercitava il mestiere di gualcheraio, definito anche tintore nel martirologio, a Pario in Ellesponto. Durante la persecuzione di Decio, che infuriò tra il 249 e il 251, un mattino Menigno fu avvertito che i cristiani imprigionati per ordine del persecutore erano stati miracolosamente liberati la notte precedente. Menigno fu turbato da questa notizia e si sentì subitamente conquistato dalla fede di Cristo e infiammato dal suo amore. Questi nuovi sentimenti furono resi ancor più profondi da voci soprannaturali. Qualche giorno più tardi, Menigno si presentò egli stesso al tribunale della città. La sua audacia si spinse sino a strappare dalle mani del pretore il decreto di persecuzione e a lacerarlo. Un atto simile era avvenuto all'inizio della persecuzione del 303 a Nicomedia da parte di un cristiano.
Il martirio e il culto
A causa del grave insulto commesso, il presidente del tribunale ordinò di sottoporre Menigno ad una prima serie di tormenti. Dopo aver subito tali sofferenze, il prigioniero fu portato in carcere. L'indomani il prigioniero fu giudicato e condannato alla decapitazione. Prima dell'esecuzione, il martire aveva avuto cura di affidare la moglie ad amici sicuri, e l'esecuzione stessa ebbe luogo sotto gli occhi della donna. Si tramanda che Menigno abbia subito il martirio sotto l'imperatore Decio intorno al 250, e che la sua morte sia stata accompagnata da fenomeni soprannaturali. Fu dato l'ordine di lasciare le spoglie senza sepoltura, ma i cristiani poterono raccogliere la testa ed il corpo del santo per seppellirlo con l'aiuto del cielo. I sinassari bizantini ed i menologi iscrivono Menigno al 22 o 23 novembre e al 15 o 16 marzo. Il martire di Pario era sconosciuto ai martirologi occidentali medievali, ma Cesare Baronio ha introdotto san Menigno nel Martirologio Romano al 15 marzo, collocandolo a Pario in Ellesponto, nell'odierna Turchia. Henri Grégoire ha avanzato la recente ipotesi secondo cui la Passio di Benigno di Digione sarebbe un rimaneggiamento di quella di Benigno di Pario, e che i libri liturgici avrebbero trasformato per errore il nome in Menigno. Giusto van der Straeten menziona l'ipotesi di Henri Grégoire senza condividerne la convinzione assoluta.
La vita
La vicenda di San Menigno si colloca nel contesto drammatico del terzo secolo, un tempo segnato dalla dura persecuzione ordinata dall'imperatore Decio contro i cristiani. In questo scenario di prova, Menigno giunse alla conversione al cristianesimo, abbracciando una fede che richiedeva una testimonianza pubblica e senza compromessi. Il suo atto più significativo avvenne presso il tribunale di Pario, dove egli compì il gesto audace di lacerare pubblicamente il decreto di persecuzione, sfidando apertamente l'autorità imperiale e affermando la supremazia della legge di Dio sulla volontà degli uomini.
Questa coraggiosa professione di fede scatenò l'immediata reazione delle autorità civili. Menigno fu sottoposto a duri tormenti, affrontati con una fermezza d'animo che stupì i suoi persecutori, i quali non riuscirono a piegare la sua dedizione al Signore. Nonostante le sofferenze inflitte, egli rimase saldo nella sua risoluzione, accettando infine la condanna alla decapitazione. La sua morte, avvenuta nell'anno duecentocinquanta, segnò il culmine di un cammino di fede vissuto con intensità. I cristiani di Pario, con profonda pietà, si adoperarono per recuperare le spoglie del martire, sottraendole all'oblio e ponendole a riposo. Questo atto di pietà cristiana permise di conservare la memoria di un uomo che, in un momento di grande oscurità, scelse di diventare luce attraverso il dono totale di sé.
Il culto
Il culto di San Menigno di Pario si è consolidato nel tempo grazie alla memoria liturgica che la Chiesa gli riserva. Egli è ufficialmente inserito nel Martirologio Romano, la cui redazione è stata curata dal cardinale Cesare Baronio, che ha contribuito a tramandarne il nome e il sacrificio alle generazioni successive. La sua figura è profondamente radicata nella tradizione orientale, come testimoniano i sinassari bizantini che, oltre alla data del quindici marzo, indicano anche celebrazioni nel mese di novembre, segno di una devozione sentita e diffusa nel mondo cristiano.
La commemorazione di San Menigno non è soltanto un ricordo del passato, ma un invito a riflettere sulla fedeltà battesimale. La Chiesa, nel celebrare la sua memoria, onora colui che ha saputo trasformare un tribunale terreno in un luogo di testimonianza divina. La cura con cui le prime comunità cristiane di Pario hanno custodito le sue reliquie riflette l'importanza che il martire ha sempre rivestito come intercessore e modello di perseveranza per i fedeli di ogni tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Menigno di Pario?
San Menigno viene celebrato il 15 marzo nel Martirologio Romano, mentre i sinassari bizantini lo ricordano il 22 o 23 novembre e il 15 o 16 marzo.
Di cosa è patrono San Menigno?
Le fonti storiche e agiografiche disponibili non menzionano alcun patronato specifico per San Menigno.
A Pario in Ellesponto, nell’odierna Turchia, san Menigno, tintore, che si tramanda abbia subito il martirio sotto l’imperatore Decio. — Martirologio Romano