16 settembre
San Prisco di Nocera
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la tradizione
La serie dei vescovi nocerini ha inizio con San Prisco, riconosciuto come il primo pastore sulla cattedra nocerina intorno al terzo e al quarto secolo. L'etimologia della parola Prisco significa proprio antico, un attributo che ben si addice all'inizio di questa storia diocesana. Alcuni autori considerano San Prisco nativo e cittadino di Nocera. La leggenda colloca invece San Prisco come primo vescovo di Nocera al tempo dell'imperatore Nerone, aggiungendo che con lui sarebbero caduti due martiri nocerini di nome Felice e Costanza. La leggenda narra inoltre che il Papa aveva chiamato Prisco a Roma in seguito a un'accusa di eresia. L'innocenza di Prisco fu manifestata al Pontefice dalla presenza di angeli. Come premio per tale innocenza, il Papa fece dono a Prisco di una grande vasca di marmo. Il santo avrebbe fatto trasportare la vasca di marmo a Nocera per mezzo di due vaccarelle.
La testimonianza storica e il culto
Il primo vescovo di Nocera morì forse qualche secolo prima che San Paolino fosse vescovo di Nola nell'anno 409. San Paolino, vescovo di Nola, scrive di San Prisco e del culto tributatogli anche nella diocesi di Nola, menzionandolo come vescovo di un'altra città di Nocera. Il Martirologio ricorda a Nocera in Campania san Prisco, vescovo e martire celebrato in versi da san Paolino da Nola. Il corpo del santo vescovo di Nocera fu deposto in un umile sepolcro di pietra tufacea dopo la sua morte. Il sepolcro si trovava nella necropoli nocerina situata fuori le mura della città. L'aumento della venerazione rese necessario spostare il corpo del santo in un maestoso sarcofago. Presso il sarcofago si iniziò a recitare orazioni e a celebrare Sante Messe. Esistono dieci santi nel mondo che portano il nome Prisco, tra cui vescovi e martiri, come il Prisco martire a Capua, il Prisco martire di Cesarea di Cappadocia del sesto secolo, San Prisco vescovo di Lione, San Prisco martire di Sebaste, Prisco e compagni martiri in Gallia, un Prisco martire in Cesarea di Palestina, San Prisco martire con Martino e Nicola, e un Prisco martire di Roma.
La ricognizione delle spoglie
L'ultima ricognizione delle ossa di San Prisco è stata effettuata il ventitré aprile 1964. La ricognizione avvenne con il permesso dell'allora vescovo Monsignor Fortunato Zoppas. Il professor Gastone Lambertini, direttore dell'Istituto di anatomia umana normale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma, aprì il sarcofago. Gastone Lambertini dichiarò che i resti appartenevano a un soggetto anziano di costituzione robusta vissuto prima del trecento dell'Era Volgare. Nocera ha venerato San Prisco ab immemorabili fino a oggi.
Il cammino episcopale
Vissuto tra il terzo e il quarto secolo, San Prisco ha svolto il suo ministero in un tempo cruciale per l'affermazione della Chiesa. Come primo vescovo della diocesi di Nocera, egli ha rappresentato il punto di riferimento per i cristiani del territorio, guidando la comunità con lo sguardo rivolto verso la costruzione di una Chiesa salda nella fede. Il suo legame con Nocera è totale, essendo il luogo dove è nato e dove ha concluso il suo cammino terreno, rendendo la città parte integrante della sua identità spirituale.
Le tracce del suo passaggio sono confermate dall'autorevole voce di San Paolino di Nola, che nei suoi testi poetici ha celebrato la memoria di San Prisco, inserendolo nel novero delle figure venerabili che hanno segnato la storia della regione. Questo legame con Nola e Roma, centri vitali della vita cristiana antica, suggerisce una comunione profonda tra le Chiese locali dell'epoca. Dopo la sua morte, il corpo di San Prisco fu deposto in una necropoli situata fuori dalle mura di Nocera, un luogo di sepoltura che, nel rispetto delle tradizioni antiche, ha custodito le sue spoglie per lungo tempo. La devozione dei secoli successivi ha sempre guardato con venerazione a questo primo pastore, riconoscendo nella sua opera il fondamento della vita ecclesiale nocerina. La storia della sua sepoltura ci ricorda come la testimonianza dei santi sia un seme piantato nel terreno della storia, capace di germogliare anche a distanza di secoli, quando il 23 aprile 1964 fu effettuata una ricognizione dei suoi resti, confermando la continuità di un legame mai interrotto tra la comunità e il suo vescovo fondatore.
La memoria del culto
La celebrazione di San Prisco di Nocera trova posto nel Martirologio Romano alla data del sedici settembre, giorno in cui la Chiesa universale ne fa memoria. Tuttavia, la comunità di Nocera, custode gelosa delle proprie radici, riserva al suo santo patrono una venerazione speciale anche il nove maggio, data che sottolinea il legame unico tra la città e colui che per primo ne ha guidato i passi nella fede.
Il culto verso San Prisco non è un mero esercizio di erudizione storica, ma un atto vivo di comunione dei santi. La ricognizione dei suoi resti, avvenuta nel corso del ventesimo secolo, ha riacceso l'interesse verso questo vescovo, permettendo ai fedeli di riscoprire la concretezza di una presenza che, pur lontana nel tempo, continua a parlare al cuore del presente. Egli rimane, per Nocera, il padre nella fede, colui che ha benedetto le prime pietre della comunità e che, ancora oggi, accompagna il cammino dei cittadini sotto lo sguardo benevolo di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Prisco?
Il Martyrologium Romanum fissa la data di culto di San Prisco al 16 settembre, mentre Nocera lo venera come patrono principale con festeggiamenti particolari il 9 maggio.
Di cosa è patrono San Prisco?
San Prisco è patrono principale di Nocera.
A Nocera in Campania, san Prisco, vescovo e martire, che san Paolino da Nola celebrò in versi di lode. — Martirologio Romano