1 settembre
San Terenziano
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il ministero episcopale
Non esistono documenti storici che attestino con certezza le origini di San Terenziano. Si ipotizza che Terenziano fosse di origine romana a causa del suo nome latino. L'imperatore Augusto inviò diverse famiglie a colonizzare la regione della Tuscia, corrispondente all'attuale Umbria. Una colonia romana composta da oltre seimila persone si insediò nella città di Todi. Si ritiene che Terenziano sia venuto a conoscenza della fede cristiana direttamente dalla predicazione del Vangelo di Gesù Cristo e dall'esempio degli Apostoli. A Todi la comunità cristiana crebbe sotto la protezione dell'autorità guidata da San Terenziano. Terenziano fu nominato vescovo della città di Todi. Nel compimento del suo ministero pastorale, Terenziano esortava i fedeli al comandamento dell'amore, insegnando l'unità dello Spirito pur nella diversità dei carismi.
L'arresto e il confronto con le autorità
I pagani di Todi si accorsero dell'operato di Terenziano e iniziarono a sorvegliare la comunità cristiana, il cui stile di vita contrastava con il culto pagano. Flacco, un sacerdote pagano del tempio di Giove, denunciò o fece denunciare il vescovo Terenziano all'imperatore Adriano. L'imperatore Adriano inviò a Todi il proconsole della Tuscia, di nome Leciano. Il trenta luglio, ottantacinque anni dopo la morte di Gesù Cristo e sotto l'impero di Adriano, il vescovo Terenziano venne arrestato. Terenziano fu condotto al cospetto del proconsole Leciano. Leciano interrogò l'anziano Terenziano chiedendogli di svelare i misteri del cristianesimo e di spiegare perché gli dei pagani e le loro sacerdotesse perdessero potere in sua presenza. Terenziano esortò Leciano ad abbandonare gli idoli, affermando che il demonio lo possedeva impedendogli di riconoscere il Salvatore risorto. Leciano ordinò di percuotere la bocca di Terenziano con una pietra e di spogliarlo. Leciano fece preparare dai sacerdoti pagani l'occorrente per un sacrificio davanti alle statue di Giove ed Ercole, ordinando a Terenziano di sacrificare. Terenziano rifiutò di sacrificare e pregò Dio di confondere i cultori degli idoli. A seguito della preghiera del Santo, il sacerdote pagano Flacco perse la vista, le statue pagane si frantumarono e le suppellettili sacrificali si dispersero.
Le torture e i prodigi
Leciano ordinò di distendere l'anziano vescovo sopra un aculeo, sfidandolo a mostrare arti magiche. Terenziano invocò la punizione di Cristo, Figlio del Dio vivente, sul proconsole. Leciano fece flagellare Terenziano. Durante la flagellazione, Terenziano continuò a pregare ringraziando Gesù per i suoi benefici. Leciano fece applicare carboni ardenti ai fianchi di Terenziano e lo derise chiedendogli dove fosse il suo Signore. Terenziano rispose che il Signore era al suo fianco e promosse la misericordia divina qualora il proconsole avesse creduto. Leciano ordinò l'amputazione della lingua di Terenziano e pretese che venisse calpestata davanti ai presenti. Subito dopo l'esecuzione della tortura, il proconsole Leciano divenne muto. Mentre cercava di ordinare a gesti la riconduzione di Terenziano in carcere, Leciano crollò a terra privo di vita. Il giorno seguente, il sacerdote pagano Flacco, rimasto cieco, venne a conoscenza degli avvenimenti e corse verso Terenziano mentre veniva condotto in piazza per il martirio. Flacco si prostrò ai piedi di Terenziano riferendo di aver avuto la visione di un uomo bellissimo che lo invitava a farsi curare dal vescovo. Terenziano si inginocchiò, impose le mani sugli occhi di Flacco e invocò l'illuminazione di Gesù Cristo. Flacco ricuperò istantaneamente la vista, professò la propria fede in Gesù Cristo e venne battezzato, unendosi al vescovo.
Il martirio e la sepoltura
Per ordine di Leonzio, rappresentante dell'Imperatore, Terenziano e Flacco furono decapitati il primo settembre fuori dalle mura cittadine, nei pressi del fiume Tevere. La notte successiva all'esecuzione, il presbitero Esuperanzio e una donna di nome Lorenza recuperarono i corpi dei martiri. I salmi e i corpi dei due santi vennero sepolti a otto miglia da Todi, in una località chiamata Colonia, nota anche come Petroso. Il luogo di sepoltura divenne meta di numerosi benefici divini. Nel Martirologio san Terenziano viene ricordato come vescovo di Todi in Umbria.
La vita e il martirio
La vicenda di San Terenziano si colloca nel secondo secolo, in un contesto di profonda prova per i primi cristiani. Chiamato al ministero episcopale nella città di Todi, egli esercitò il suo ufficio con spirito di servizio, divenendo punto di riferimento per i fedeli della Tuscia. La sua testimonianza giunse a compimento durante il principato dell'imperatore Adriano, quando le autorità imperiali intensificarono la repressione contro coloro che non piegavano il capo dinanzi agli idoli. Arrestato per ordine del proconsole Leciano, il vescovo fu sottoposto a duri interrogatori e crudeli torture fisiche, volte a fiaccare la sua volontà e a costringerlo all'abiura. Tra i tormenti più atroci che egli dovette subire figura l'amputazione della lingua, un gesto brutale volto a spegnere la voce che annunciava la Parola di Dio, ma che non riuscì a scalfire la sua interiore unione con il Signore.
Il cammino terreno di San Terenziano si concluse con la decapitazione presso le rive del fiume Tevere. Egli affrontò la morte non da solo, ma accompagnato da Flacco, un uomo che, colpito dalla testimonianza del vescovo, si era convertito alla fede cristiana, condividendo con lui il destino del martirio. Dopo l'esecuzione, il corpo del vescovo fu pietosamente raccolto dal presbitero Esuperanzio e dalla nobile Lorenza. Essi si fecero carico di dare degna sepoltura al martire presso la località di Petroso, assicurando che il ricordo della sua dedizione rimanesse vivo per le generazioni future. La figura di San Terenziano rimane, nel fluire dei secoli, una pietra miliare della fede umbra, esempio di una fedeltà che non teme il dolore e che trova nella morte il varco verso la gloria eterna.
Il culto e la memoria
Il culto di San Terenziano è profondamente radicato nella storia e nell'identità della città di Todi, di cui egli è venerato come santo patrono. Fin dai tempi immediatamente successivi al suo martirio, la comunità cristiana ha custodito la memoria del suo vescovo con devozione, riconoscendo nella sua testimonianza una fonte di grazia e di intercessione. Il luogo della sua sepoltura, in località Petroso, è divenuto nel corso del tempo un punto di riferimento spirituale per i fedeli, che hanno continuato a invocare il suo sostegno nelle prove quotidiane.
La celebrazione liturgica di San Terenziano, fissata al primo giorno di settembre, invita i fedeli a riflettere sulla tenacia di chi ha saputo donare la vita per la verità del Vangelo. In questo giorno, la Chiesa di Todi si riunisce per onorare colui che, attraverso il sangue versato, ha fecondato la fede locale. Il ricordo del martire non è un semplice sguardo rivolto al passato, ma un invito attuale a vivere con la medesima coerenza e amore verso il Signore, mantenendo saldo il legame con la tradizione apostolica di cui il santo è stato umile e coraggioso servitore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Terenziano?
San Terenziano si festeggia il primo settembre, giorno in cui subì il martirio fuori dalle mura di Todi.
A Todi in Umbria, san Terenziano, vescovo. — Martirologio Romano