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15 giugno

Sant' Amos

Profeta

Aggiornato il 15 settembre 2026

La chiamata e la missione nel regno del nord

A Tekoa, paese vicino a Betlemme nel Regno di Giuda, abita il contadino Amos, che si dedica all'allevamento del bestiame e alla coltivazione dei sicomori. Nel corso dell'VIII secolo a.C., lo Stato unitario nato con il re Saul è diviso nei due regni di Israele al nord e di Giuda al sud. In questo contesto, il Signore comanda ad Amos di andare a predicare nel regno del nord. Il profeta accetta immediatamente il comando divino. Amos è completamente estraneo al mondo dei predicatori, dei portavoce o degli interpreti di Dio, e il termine ebraico tradotto dal testo antico significa proprio profeta. Lasciando il suo bestiame, Amos entra nel regno d'Israele per compiere la missione affidatagli dal Signore, volta a riaffermare la sua giustizia e la sua santità contro i loro abomini.

La denuncia dell'ingiustizia e la festa violata

La predicazione di Amos avviene al tempo di re Geroboamo secondo, tra il 783 e il 743 a.C., durante l'VIII secolo a.C. Il periodo storico è caratterizzato da una straordinaria prosperità e da una religiosità intensa, in cui c'è sempre folla nei santuari nazionali di Bet-El e di Dan, accompagnata da offerte abbondanti e riti solenni. Amos arriva a Bet-El proprio per rovinare la festa dei ricchi e far vergognare i compiaciuti. Tra la folla, il profeta comincia a profetizzare sventure ai nemici di Israele per i loro misfatti, e gli ascoltatori accolgono favorevolmente queste profezie di sventura contro i nemici esterni. Subito dopo, però, Amos accusa gli ascoltatori stessi di aver venduto il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali, e di calpestare la testa dei poveri come la polvere della terra. La prosperità del regno, infatti, si fonda sull'ingiustizia. Tra le molte manifestazioni di questa iniquità, Amos enumera le truffe in commercio, nel peso e nella moneta, denunciando lo sfruttamento dei poveri, l'usura spietata e la schiavitù imposta al debitore. Il messaggio del profeta ricorda che il Signore castigherà i nemici di tutti i popoli, ma anche che lo stesso regno di Israele dovrà scontare le sue iniquità, poiché non basta possedere la vera fede e non serve adornare i templi, occorrendo invece viverla con verità e cercare il Signore per vivere.

Il confronto con Amasia e il compimento delle profezie

Davanti alle parole severe del profeta, Amasia, capo dei sacerdoti di Bet-El, entra in campo parlando probabilmente a nome del re. Amasia intima ad Amos di tornare al suo paese nel regno di Giuda e di smettere di profetizzare. Il profeta spiega ad Amasia che è stato il Signore a mandarlo, e pronunzia quindi nei suoi confronti un severo annuncio. Amos annuncia ad Amasia che sua moglie si prostituirà nella città, che i suoi figli e le sue figlie cadranno di spada, che la sua terra sarà spartita con la corda e che egli stesso morirà in terra immonda. Inoltre, Amos annuncia che l'intero Israele sarà deportato lontano dalla sua terra. Gli stessi notabili sferzati da Amos conosceranno la sventura e la deportazione quando il regno del nord verrà abbattuto nel 722 a.C. dagli Assiri. Si può pensare che Amos sia tornato in patria dopo il compimento della sua missione. Egli ha voluto fare rapporto a tutti per tutti i tempi, tramandando le sue parole nella loro irruenza originaria per mano sua o di qualche discepolo. Il Martirologio commemora sant'Amos profeta.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Amos?

La commemorazione liturgica di sant'Amos profeta ricorre il 15 giugno nel Martirologio.

Commemorazione di sant’Amos, profeta, che allevatore di bestiame in Tecoa e coltivatore di sicomori, fu mandato dal Signore ai figli di Israele per riaffermare la sua giustizia e santità contro i loro abomini. — Martirologio Romano