29 gennaio
Sant' Aquilino
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e i primi anni
La narrazione più antica della vita del santo si trova nel Breviario Ambrosiano del millesimocinquecentoottantadue, curato da Pietro Galesino. Aquilino nacque a Würzburg nella Baviera tedesca, inserito nel contesto di una nobile famiglia. Fin dall'infanzia, Aquilino visse la carità intensamente, distinguendosi per un amore operoso verso il prossimo. Egli non si limitò a compiere il bene in prima persona, ma coinvolse i suoi coetanei nella carità riportandoli alla fede durante l'infanzia. Crescendo, proseguì la sua formazione e studiò alla scuola dei canonici di Colonia, dove ricevette la sacra ordinazione e fu ordinato sacerdote nella città di Colonia. Subito dopo l'ordinazione, il ritorno alla città natale si rese necessario a causa della morte dei genitori. Dinanzi all'eredità ricevuta dai genitori, Aquilino scelse di distribuire tutti i beni ai poveri, spogliandosi di ogni ricchezza terrena per seguire povero il Cristo povero. Rientrò a Colonia dopo il soggiorno nella città natale, riprendendo il suo cammino di servizio alla comunità.
Il rifiuto degli onori e il ministero
A Colonia, la stima della comunità nei suoi confronti era tale che fu scelto all'unanimità come successore del vescovo defunto. Tuttavia, animato da profonda umiltà, rifiutò l'incarico episcopale a Colonia, ritenendosi indegno di un simile ministero. Per evitare la carica vescovile, decise di fuggire a Parigi, dove cercò l'anonimato ma non poté nascondere la sua bontà d'animo. Si distinse per la carità anche a Parigi, prodigandosi per i sofferenti. In particolare, intervenne in prima persona durante un'epidemia di peste a Parigi, assistendo i malati con instancabile dedizione. Anche in terra francese, la sua santità fu notata al punto che venne proposto come vescovo anche a Parigi, spingendolo ad allontanarsi nuovamente per sfuggire agli onori umani. Nel suo pellegrinaggio, giunse a Ticinum, l'odierna Pavia, e successivamente passò da Pavia a Milano con l'intento di venerare le reliquie di sant'Ambrogio, poiché era molto devoto a sant'Ambrogio.
Il martirio e il ritrovamento
A Milano, il santo svolse un'intensa attività pastorale, difendendo la fede cattolica con la predicazione. La sua predicazione era volta a recuperare i fedeli dalle eresie del catarismo e dell'arianesimo, riportando molti alla retta dottrina. Proprio mentre si recava a pregare davanti ai resti di sant'Ambrogio, cadde in un agguato teso da alcuni eretici. Gli eretici lo trafissero alla gola con un pugnale durante l'agguato, compiendo il delitto nell'oscurità. Dopo l'attacco, il suo corpo fu lasciato a terra in una roggia, privo di vita. Gli studiosi collocano il martirio tra il millesimoquindicesimo e il millesimoottodicesimo anno, durante l'undicesimo secolo. Secondo un'antica tradizione, alcuni facchini addetti al trasporto merci lungo il fiume Ticino trovarono il cadavere di Aquilino. I facchini trasportarono il corpo nella vicina basilica di San Lorenzo Maggiore, dove fu sepolto nella cappella di San Genesio o Cappella della Regina, la quale fu successivamente intitolata a lui.
Il culto e le tradizioni
Il primo documento su sant'Aquilino risale al millesimocinquecentosessantacinque, anno in cui fu approvata una confraternita intitolata al santo. Il culto fu approvato con bolla pontificia nel millesimocinquecentosessantanove. La memoria liturgica fu fissata al ventinove gennaio nel Messale Ambrosiano del millesimocinquecentosettantacinque. San Carlo Borromeo proclamò Aquilino compatrono di Milano nel millesimocinquecentoottantuno e incentivò il culto del santo come protettore contro la peste. L'iconografia di sant'Aquilino si consolidò all'epoca del Borromeo, e da allora il santo è ritratto in abiti sacerdotali con un pugnale infilzato nel collo e la palma del martirio in mano. Le spoglie furono inserite in un'urna d'argento e cristalli di rocca, poste su un apposito altare della cappella di prima sepoltura. Fino al diciannovesimo secolo si svolgeva ogni anno il ventinove gennaio un corteo di facchini milanesi e autorità civili. Il corteo portava ceri e un otre d'olio alla basilica di San Lorenzo per alimentare la lampada votiva accanto all'urna. Oggi quel corteo storico è stato sostituito da una processione interna alla basilica, che culmina nella cappella di sant'Aquilino e vede la presenza di esponenti del Comune di Milano.
Il cammino di una vita fedele
Il percorso terreno di Sant'Aquilino si snoda tra la terra natale di Würzburg e i grandi centri culturali dell'Europa medievale. Dopo aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale a Colonia, egli manifestò uno spirito alieno da ogni ambizione di potere. Il suo rifiuto di accettare l'elezione a vescovo, sia a Colonia che a Parigi, rivela la grandezza di un uomo che cercava unicamente la conformità al volere di Dio, preferendo la semplicità del ministero sacerdotale alla dignità della cattedra vescovile. Il suo apostolato lo condusse infine a Pavia e successivamente a Milano, luoghi dove il suo zelo trovò terreno fertile per un'opera di purificazione della fede.
A Milano, la missione di Sant'Aquilino divenne una roccaforte contro l'avanzata delle eresie catara e ariana. Con intelligenza e carità, egli si oppose fermamente a queste dottrine che rischiavano di corrompere il cuore del popolo cristiano. Tale impegno non fu privo di pericoli, poiché il suo annuncio chiaro della verità suscitò l'odio di chi preferiva l'oscurità dell'errore. Nel millediciotto, la sua missione terrena si concluse tragicamente per mano di quegli stessi eretici che egli aveva tentato di riportare sulla via della retta fede. Il martirio, subito con il colpo fatale di un pugnale alla gola, consacrò per sempre la sua fedeltà al Vangelo. Il suo corpo fu deposto nella basilica di San Lorenzo Maggiore, divenendo nel tempo meta di venerazione per tutti coloro che riconoscono in lui un difensore intrepido della dottrina cattolica.
Il culto e la memoria
La venerazione verso Sant'Aquilino è profondamente radicata nel tessuto spirituale e civile di Milano. La solennità della sua memoria liturgica, fissata al ventinove gennaio, trova la sua origine nel Messale Ambrosiano del millequattrocentosettantacinque, a testimonianza di un legame antico che la comunità cristiana ha voluto custodire nei secoli. Il riconoscimento ufficiale della sua santità avvenne nel millequattrocentosessantanove, attraverso la bolla pontificia che ne sancì il culto universale.
Nel corso della storia, il popolo milanese ha invocato Sant'Aquilino come potente protettore contro la peste, affidando alla sua intercessione la salvezza dei corpi durante le epidemie che funestavano le popolazioni. Questa fiducia non è mai venuta meno, trasformando il santo in un baluardo di speranza nei momenti di prova. Ancora oggi, chi si reca presso la basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano trova nel luogo della sua sepoltura un invito al silenzio e alla preghiera, ricordando la vita di un sacerdote che, pur non avendo mai cercato il governo delle diocesi, ha saputo governare le coscienze con la forza della verità e l'esempio del sacrificio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Aquilino?
La festa di Sant'Aquilino si celebra il ventinove gennaio, secondo il Messale Ambrosiano.
Di cosa è patrono Sant'Aquilino?
Sant'Aquilino è patrono di Milano ed è invocato come protettore contro gli appestati.