1 settembre
Santa Colomba
Eremita
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e radici familiari
Nell'agiografia dei santi medievali si riscontra la particolarità di intere famiglie considerate sante, soprattutto se nobili e regnanti. Il fenomeno delle famiglie interamente sante è particolarmente evidente nei Paesi Anglosassoni. Anche in Italia si sono verificati diversi casi di famiglie sante, tra cui i conti di Pagliara presso Castelli, in provincia di Teramo. I Pagliara detenevano il titolo comitale, forse ereditato dagli antichi conti dei Marsi, e dominavano la Valle Siliciana, un ampio territorio situato ai piedi del Gran Sasso d'Italia. Il membro più celebre della famiglia Pagliara è stato san Berardo, vescovo e patrono di Teramo. San Berardo fu monaco benedettino e sacerdote a Montecassino. In seguito, Berardo si ritirò nel celebre monastero di San Giovanni in Venere, in Abruzzo. Dal monastero di San Giovanni in Venere, Berardo fu chiamato a guidare la diocesi di Teramo. Tra i familiari di san Berardo si annoverano la sorella santa Colomba e i fratelli santi Nicola ed Egidio. Non si conservano notizie storiche sui fratelli Nicola ed Egidio. Nicola ed Egidio vengono unicamente citati brevemente, insieme a santa Colomba, dai Bollandisti. I Bollandisti sono studiosi agiografici uniti dal gesuita belga Jean Bolland, vissuto tra il 1596 e il 1665, per la redazione degli 'Acta Sanctorum'. La medesima citazione dei Bollandisti ricorda santa Colomba in data primo settembre.
La vita eremitica e i luoghi della memoria
Santa Colomba era una giovane contessa della famiglia Pagliara, nata nell'anno 1100. In giovanissima età, Colomba scelse di ritirarsi a vita eremitica sulle pendici del Monte Infornace, sul Gran Sasso d'Italia. La grotta dove Colomba visse e morì è ubicata a mezza costa sotto una rupe. Sulla rupe sovrastante la grotta si trova un segno sporgente scolpito, denominato 'pettine di santa Colomba'. Il 'pettine di santa Colomba' richiama l'utensile utilizzato dalla giovane per pettinare la sua chioma lunga. A breve distanza dalla grotta è presente l'impronta di una mano impressa sulla roccia. L'impronta della mano ricorda il punto in cui santa Colomba si appoggiò durante la salita del monte scosceso. I segni del pettine e della mano si collegano alla tradizione del culto delle pietre, ancora diffuso in Abruzzo. Santa Colomba morì nell'inverno del 1116, all'età di soli sedici anni. La chiesetta fu fatta erigere dal fratello, il vescovo Berardo, dopo la scomparsa di Colomba. Sotto l'altare della chiesetta dedicata alla santa si trova una buca considerata miracolosa. Secondo la fede dei devoti, inserire la testa nella buca dell'altare permette di guarire da determinate patologie. La cappella eretta in suo onore venne benedetta nel 1216 da san Attanasio, vescovo di Penne.
Il cammino dell'anima
La vicenda biografica di Santa Colomba affonda le radici nel dodicesimo secolo, un tempo segnato da profondi fermenti spirituali. Nata a Pagliara in una famiglia di conti, la giovane donna fu educata secondo le consuetudini della nobiltà del tempo, eppure il suo cuore aspirava a una ricchezza ben diversa da quella terrena. Fin dalla giovinezza, Colomba avvertì una chiamata interiore che la spinse a distaccarsi dalle sicurezze del suo rango per intraprendere la via dell'eremitismo. Questa scelta non fu dettata da un rifiuto del mondo, ma dall'ardente desiderio di porsi in ascolto della voce di Dio, libera da ogni legame che potesse distogliere la sua attenzione dall'Assoluto.
Il suo percorso di ascesi si svolse in luoghi impervi, lontano dagli sguardi indiscreti e dalla vita sociale del borgo di origine. Il Monte Infornace divenne il teatro privilegiato del suo incontro con il divino, un luogo dove la natura selvaggia e il silenzio assoluto favorivano quella solitudine che, per gli eremiti, non è mai assenza di compagnia, ma pienezza di presenza. Qui, nella semplicità di una capanna o di una grotta, la Santa visse i suoi anni in un costante esercizio di preghiera e penitenza. La sua esistenza si concluse nel corso dell'anno millecentosedici, durante il rigido inverno che avvolgeva le vette. La morte sul Monte Infornace segnò il passaggio definitivo di Colomba verso quella dimora eterna che aveva cercato con tanta costanza durante il suo pellegrinaggio terreno. La sua storia, pur nella brevità dei suoi sedici anni di vita, resta incisa come un segno di rara coerenza e di amore incondizionato, capace ancora oggi di ispirare chi cerca il volto di Dio nel silenzio operoso.
La memoria liturgica
La Chiesa celebra la memoria liturgica di Santa Colomba il primo giorno di settembre. Questa data, fissata nel calendario per onorare la sua vita di eremita, invita i fedeli a fare memoria del suo distacco dalle ricchezze nobiliari e della sua dedizione totale al Vangelo. Ricordare la Santa in questo giorno significa rievocare il suo sacrificio e la sua perseveranza, che culminarono nel freddo inverno sul Monte Infornace. Il culto di Santa Colomba, pur nella sua semplicità, è profondamente radicato nel territorio che la vide nascere e operare, ovvero Pagliara e le zone montuose circostanti. Ogni anno, la comunità si raccoglie per rinnovare la devozione verso questa giovane donna che, attraverso la rinuncia, ha saputo farsi testimone della luce divina. La liturgia del primo settembre non è solo un rito commemorativo, ma un momento di riflessione sulla chiamata alla santità che coinvolge ogni cristiano, invitando ciascuno a trovare, nel proprio stato di vita, lo spazio necessario per accogliere la presenza di Dio. La figura di Santa Colomba continua così a vivere nella preghiera e nel ricordo di coloro che, guardando alla sua esperienza di eremita, trovano conforto e ispirazione per il proprio cammino di fede.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Colomba?
Santa Colomba viene ricordata nel calendario liturgico il primo settembre.