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13 agosto

Santa Concordia

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il martirio a Roma

Santa Concordia visse nel corso del terzo secolo e la sua memoria è indissolubilmente legata a quella di San Ippolito di Roma, illustre autore di un canone della liturgia eucaristica che la Chiesa cattolica conserva ancora oggi come il terzo dei canoni attuali. L'unica traccia documentata di questa beata vergine si trova nel Martirologio Romano, il quale tramanda che Santa Concordia svolgeva il ruolo di nutrice per lo stesso San Ippolito. La vita di San Ippolito fu travagliata e si concluse drammaticamente in seguito a vivaci contrasti insorti con i Papi Callisto e Ponziano. A causa di queste tensioni, San Ippolito morì in Sardegna assieme a Ponziano, dopo essere stati entrambi condannati ai lavori forzati in miniera, indicati con il termine latino ad metalla. Questa severa condanna fu emessa per ordine dell'Imperatore Massimino il Trace e fu determinata da una persecuzione di carattere strettamente politico anziché religioso. Prima che si compisse il destino di San Ippolito, la sua nutrice Concordia subì il crudele supplizio dell'essere percossa con flagelli di piombo, affrontando la morte e migrando così al Signore. Il testo del Martirologio Romano offre un quadro ancora più ampio di quel sacrificio, menzionando altri diciannove membri della sua casata che furono decapitati fuori da Porta Tiburtina e infine sepolti insieme a lei nel cimitero al Verano.

L'arrivo delle reliquie e il legame con Rubiera

La venerazione per Santa Concordia trovò una nuova e fervida dimora nel Castello di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, dove la martire è riconosciuta come uno dei protettori locali. La chiesa parrocchiale di Rubiera custodisce la memoria di altri due gloriosi pastori, i santi Donnino e Biagio, che sono vescovi, martiri e titolari dell'edificio sacro. Le reliquie corporee di Santa Concordia riposano sotto l'altare maggiore della chiesa principale di Rubiera, e la sua immagine sacra è dipinta insieme ai santi titolari nell'ancona che sovrasta l'altare maggiore stesso. La presenza di questo tesoro spirituale ebbe inizio grazie all'opera del parroco don Sabbatini, il quale fu rettore della parrocchia tra il 1621 e il 1632. Nel corso del 1621, don Sabbatini ottenne da Roma le sacre reliquie di Santa Concordia, le quali furono estratte direttamente dalle catacombe romane. Il parroco collocò con grande rispetto le reliquie sotto l'altare maggiore della sua chiesa. Questo delicato trasferimento fu accompagnato dall'autentica ricognizione rilasciata dal Monsignor Vicario del Vescovo. La data esatta della traslazione solenne è confermata da una lettera ufficiale che la comunità di Rubiera inviò al Duca di Modena Cesare I d'Este in data 2 ottobre 1621. In quella missiva, la comunità dichiarava che il rettore aveva ottenuto da Roma il corpo di Santa Concordia Martire Romana come prezioso dono destinato alla terra di Rubiera. La cittadinanza dichiarava inoltre che la santa veniva solennemente presa in protezione e invocata come avvocata del borgo. La comunità aveva stabilito di celebrare la traslazione nella giornata di domenica 7 ottobre, che coincideva con la fiera di San Donnino. Per dare lustro all'evento, la comunità inviò un messo straordinario con l'incarico di informare il Duca di Modena e di supplicare il suo autorevole aiuto e concorso per onorare la santa. La comunità ordinò persino al governatore di fare sparare tutta l'artiglieria al momento dell'ingresso della processione dentro i confini della terra, provvedendo a fornire la polvere da sparo necessaria. Nel testo della lettera, la comunità affermava con devozione che tale atto avrebbe fatto cosa gradita a Sua Maestà Divina e a Santa Concordia, promettendo al contempo un eterno obbligo di gratitudine nei confronti del Duca.

La diffusione del culto e le successive traslazioni

La fama della protettrice di Rubiera spinse il Duca di Modena, profondamente mosso dalla protezione che la santa dimostrava verso i suoi devoti, a richiedere nel 1625 una reliquia di Santa Concordia. La richiesta fu accolta e la reliquia venne concessa affinché potesse essere donata a suo genero, il Duca della Mirandola, con una destinazione precisa presso la Pieve di San Paolo di Concordia in provincia di Modena. Don Sabbatini e la comunità di Rubiera eseguirono formalmente la richiesta come risulta dal rogito redatto in data 2 aprile 1625. Successivamente, il vicario di Reggio procedette ad autenticare la reliquia di una gamba di Santa Concordia il 13 giugno dello stesso anno. In quella medesima occasione, un'altra reliquia fu inserita con cura all'interno di una teca d'argento destinata a rimanere nella chiesa di Rubiera. Oltre cento anni dopo l'arrivo iniziale in paese, in concomitanza con il passaggio dalla vecchia alla nuova chiesa parrocchiale, si rese necessario un nuovo spostamento. Il corpo della santa e la sua urna furono trasferiti solennemente per atto del parroco arciprete don Lombardini il 6 ottobre 1722. Le venerate spoglie trovarono così degna collocazione all'interno della nuova chiesa, sempre custodite sull'altare maggiore. La responsabilità della custodia delle sacre reliquie fu posta dapprima sotto la sorveglianza congiunta dell'arciprete, dei consorziali e della comunità, e in tempi successivi fu affidata all'arciprete, ai canonici e al comune.

Le profanazioni e le memorie storiche

Durante gli anni tormentati della fine del Settecento, le truppe franco-napoletane in transito a Rubiera imitarono i sacrileghi attentati che si verificavano oltralpe. Quei soldati aprirono, frugarono e profanarono le reliquie e gli oggetti preziosi, compiendo furti sacrileghi a Rubiera e in altre località vicine, e persino l'arca che custodiva Santa Concordia fu violata dai profanatori. Subito dopo la partenza dei profanatori, l'arciprete don Chierici, che resse la parrocchia dal 1791 al 1836, si adoperò prontamente per raccogliere i resti delle sante reliquie superstiti. Don Chierici ripose amorevolmente quei resti all'interno di una cassetta di legno preparata appositamente per lo scopo. Allo scopo di autenticare con certezza le reliquie salvate, egli inserì all'interno dell'urna l'atto primitivo di ricognizione che risaliva all'epoca del primo arrivo da Roma. Don Chierici stipulò un atto solenne per documentare l'intera operazione l'8 ottobre 1799. Ulteriori conferme sulla storicità e sull'identità della santa provengono dagli studi eruditi, come attesta il saggio storico Memorie Ecclesiastiche di Rubbiera del 1894, un'opera preziosa che risulta tuttora conservata nell'archivio vescovile di Reggio Emilia. Tale saggio storico ipotizza con argomenti solidi che la santa venerata a Rubiera sia proprio Vera Nominis, basandosi sulle risultanze del Repertorio delle sorgenti istoriche del Medio Evo compilato da Ulysse Chevalier. Il repertorio di Ulysse Chevalier dimostra infatti che nel vasto mondo cristiano non esiste alcun'altra Santa Concordia venerata all'infuori della celebre nutrice di San Ippolito. Sulla base di questi elementi, il saggio conclude che è assai probabile che le sacre spoglie venerate a Rubiera siano proprio quelle di questa illustre santa del cristianesimo antico.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Concordia?

Santa Concordia si festeggia il 13 agosto.

Di cosa è patrono Santa Concordia?

Santa Concordia Martire è uno dei protettori del Castello di Rubiera.