16 febbraio
Beato Giuseppe Allamano
Sacerdote, Fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza a Torino
Giuseppe Allamano nacque a Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti, il ventuno gennaio 1851. Per un particolare disegno della Provvidenza, egli crebbe come concittadino di San Giovanni Bosco e di San Giuseppe Cafasso, il quale ultimo era per di più suo zio materno. La giovinezza trascorsa a contatto con queste figure di santità orientò i suoi passi verso il sacerdozio. Lo stesso San Giovanni Bosco lo ebbe come studente a Torino, accompagnandone la crescita umana e spirituale. Egli ricevette l'ordinazione sacerdotale a Torino all'età di ventidue anni, coronando il cammino di preparazione con la laurea in teologia conseguita a ventitré anni. Dotato di singolari doti di equilibrio e saggezza, a venticinque anni fu chiamato a svolgere il delicato compito di direttore spirituale del seminario. A ventinove anni divenne rettore del santuario della Consolata a Torino e assunse contemporaneamente la direzione del Convitto ecclesiastico per i neosacerdoti. Trovò il santuario della Consolata da riorganizzare e restaurare, e il Convitto ecclesiastico immerso in una crisi gravissima. Con fatiche continue e un impegno tenace, rivitalizzò il santuario e fece rifiorire il Convitto, rivelandosi un eccezionale formatore di caratteri e maestro di dottrina e di vita, operando nel solco luminoso dell'insegnamento dello zio San Giuseppe Cafasso. Sulla base della sua esperienza formativa, ripeteva biblicamente ai suoi seguaci che il sacerdote ignorante è fonte di tristezza e desolazione per il popolo.
La fondazione delle missioni
Nel corso del suo ministero, l'Allamano notò che molti sacerdoti usciti dai seminari nutrivano il desiderio sincero di diventare missionari, ma si scontravano con gli ostacoli posti dalle proprie diocesi. Le diocesi, infatti, offrivano denaro alle missioni ma non concedevano gli uomini. Per superare tale limite, decise di fondare un istituto apposito per i missionari e lavorò molto a questo progetto. Il disegno ricevette apprezzamenti a Roma, ma fu bloccato da ostacoli e contrattempi per dieci anni. Egli attese e lavorò con grandissima pazienza, finché ottenne il primo assenso vescovile per l'Istituto dei Missionari della Consolata nel 1901. Nel 1902 partì la prima spedizione di missionari per il Kenya. Otto anni dopo la fondazione maschile nacquero anche le Suore Missionarie della Consolata.
L'ansia evangelizzatrice e le critiche
Sentendo la necessità di scuotere l'intera Chiesa sull'evangelizzazione, nel 1912, insieme ad altri capi di istituti missionari, denunciò a Papa Pio X l'ignoranza dei fedeli sulla missione e l'insensibilità diffusa nella gerarchia ecclesiastica riguardo alle missioni stesse. Chiese al Papa di intervenire contro questa scarsa sensibilità missionaria e propose di istituire una giornata missionaria annuale con obbligo di predicazione sul dovere di propagare la fede. La proposta decade a causa del declino delle forze di Pio X e dello scoppio della guerra nei Balcani, ma in seguito Papa Pio XI Ratti realizzò l'idea istituendo nel 1927 la Giornata missionaria mondiale, subito dopo la morte del fondatore. Durante la sua vita, lui e il suo vice Giacomo Camisassa furono criticati per dare troppa importanza al lavoro materiale, venendo biasimati per curare l'insegnamento dei mestieri più che le statistiche trionfali dei battesimi. Egli tuttavia perperse sempre il Vangelo e la promozione umana con passione e capacità, volendo che i suoi religiosi fossero esperti in scienze profane. Questa intuizione anticipò i tempi e il Concilio Vaticano II con la costituzione Gaudium et spes. I suoi missionari e le sue missionarie superarono le duemila unità alla fine del ventesimo secolo, risultando presenti in venticinque Paesi di quattro continenti. Spento da una vita spesa senza risparmio, morì a Torino il sedici febbraio 1926. Il Martirologio lo ricorda a Torino come sacerdote dallo zelo instancabile e fondatore delle due Congregazioni delle Missioni della Consolata, ed egli fu proclamato beato il sette ottobre 1990.
Il cammino sacerdotale
Il percorso terreno del Beato Giuseppe Allamano ebbe inizio nel 1851 a Castelnuovo Don Bosco, terra generosa di vocazioni. Fin dalla giovinezza, egli seppe orientare il proprio sguardo verso il mistero di Dio, rispondendo con generosità alla chiamata al sacerdozio. Nel 1873, a Torino, ricevette l'ordinazione, dando inizio a un ministero che si sarebbe distinto per la dedizione e la fedeltà alla Chiesa. La città di Torino divenne il centro propulsore del suo agire, luogo in cui egli esercitò un ufficio di alto valore spirituale venendo nominato rettore del santuario della Consolata e del Convitto ecclesiastico. In tali incarichi, l'Allamano non si limitò a una semplice gestione amministrativa o liturgica, ma seppe trasformare questi luoghi in centri di profonda formazione spirituale per i sacerdoti e di accoglienza per i fedeli.
La sua sensibilità verso le terre lontane trovò piena espressione nel 1901, quando fondò l'Istituto dei Missionari della Consolata, seguito nel 1909 dalla nascita delle Suore Missionarie della Consolata. Queste famiglie religiose, nate dal suo spirito ardente, portarono il Vangelo fino in Kenya, testimoniando la sollecitudine del fondatore verso i popoli che ancora attendevano l'annuncio della salvezza. Egli comprese che la missione non era un'attività marginale, ma il cuore stesso dell'identità cristiana. Per questo motivo, propose con forza a Papa Pio decimo la necessità di dedicare una giornata speciale ogni anno alla preghiera e alla riflessione sulla missione, un'intuizione che ancora oggi arricchisce la vita della Chiesa universale. Il suo cammino si concluse a Torino nel 1926, lasciando in eredità un esempio di vita speso interamente per il bene delle anime e per l'espansione del Regno di Dio nel mondo.
Il ricordo liturgico
La venerazione per il Beato Giuseppe Allamano si esprime nella memoria liturgica che la Chiesa celebra il sedici febbraio di ogni anno. Questo giorno rappresenta per i fedeli un'occasione di ringraziamento per il dono di un uomo che ha saputo coniugare la fedeltà alla propria diocesi con una visione missionaria di ampio respiro. La proclamazione a Beato, avvenuta il sette ottobre 1990 per opera di Papa Giovanni Paolo secondo, ha confermato la santità di una vita umile e laboriosa, che ha trovato il suo fulcro nella devozione alla Beata Vergine della Consolata.
Oggi, il ricordo del Beato Allamano invita i fedeli a riscoprire il valore della preghiera incessante e dell'impegno concreto verso il prossimo, specialmente nelle realtà più lontane e bisognose. La sua eredità, custodita dai missionari e dalle missionarie che operano in Kenya e in molte altre parti del mondo, continua a parlare alla Chiesa contemporanea con la forza della testimonianza e della carità. Celebrare la sua memoria significa accogliere l'invito a essere, come egli fu, instancabili seminatori di speranza, pronti a spendere la vita affinché il nome di Cristo sia annunciato con gioia e verità in ogni angolo della terra.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giuseppe Allamano?
La sua memoria liturgica si celebra il sedici febbraio.
A Torino, beato Giuseppe Allamano, sacerdote, che, animato da instancabile zelo, fondò due Congregazioni delle Missioni della Consolata, l’una maschile e l’altra femminile, per la diffusione della fede. — Martirologio Romano