16 febbraio
Santa Giuliana di Nicomedia
Vergine e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e prove della fede
Nata a Nicomedia intorno al 285, santa Giuliana crebbe in un ambiente culturalmente e religiosamente lontano dalla fede cristiana, essendo l'unica della sua famiglia a professare il Vangelo. Suo padre Africano era un uomo devoto alle divinità pagane e intransigente nelle sue convinzioni. La giovane fu promessa in sposa a un pagano di nome Evilasio, ma pose una condizione precisa dichiarando che avrebbe acconsentito alle nozze soltanto con il prefetto della città. Accettata questa prima richiesta, Giuliana ne aggiunse una seconda, rifiutandosi fermamente di sposare un uomo dedito al paganesimo. Evilasio, profondamente irritato da tali richieste, decise di citare la giovane a comparire davanti al proprio tribunale. Sottoposta alla prova della prigionia e a duri tormenti, la vergine dimostrò una saldezza interiore incrollabile, rifiutandosi di recedere dalla propria decisione di fedeltà a Cristo.
Il martirio e il culto liturgico
Il martirio di santa Giuliana si compì all'epoca dell'imperatore Massimiano, intorno al 305, quando la giovane fu condannata alla decapitazione. La sua testimonianza ha lasciato un segno profondo nei registri liturgici della Chiesa antica. I sinassari bizantini commemorano la santa al ventuno dicembre con una notizia che riassume una passio ancora inedita. Il Martirologio Geronimiano colloca invece la sua memoria al tredici e al sedici febbraio. La memoria del tredici febbraio, a causa di una lettura incerta dei manoscritti tra i nomi di Giuliana e Giuliano, generò la figura di un Giuliano martire di Lione nel Martirologio Romano alla medesima data. Il Martirologio Romano provvede a correggere e commemorare correttamente al sedici febbraio Giuliana come martire di Nicomedia. Lo stesso testo menziona la traslazione della santa in Campania, come già ricordavano in precedenza i martirologi di Beda, Floro e Adone, mentre si ipotizza che la data del sedici febbraio corrisponda proprio al giorno in cui avvenne la traslazione delle sue reliquie.
La traslazione delle reliquie
Le vicende terrene di santa Giuliana trovarono un prolungamento nella storia delle sue reliquie, trasferite da Nicomedia a Pozzuoli in tempi antichi. Intorno al 568, in concomitanza con la minaccia dell'invasione longobarda, i resti preziosi furono messi al sicuro nella cittadina di Cuma. Un ulteriore e solenne spostamento avvenne il venticinque febbraio 1207, quando le reliquie furono condotte nella città di Napoli. Questa complessa mobilitazione di memorie spiega la vasta diffusione del culto della santa nella regione partenopea e la sua attestazione nel Calendario marmoreo del nono secolo. Per via di ulteriori traslazioni parziali avvenute nel corso dei secoli, numerose chiese in Italia, in Spagna, in Olanda e in altre nazioni conservano e rivendicano tuttora il possesso di parti delle reliquie di santa Giuliana, perpetuandone la memoria liturgica e la protezione spirituale.
La testimonianza e il martirio
La vicenda terrena di Giuliana si consuma a Nicomedia nel clima delle ultime, severe persecuzioni contro i cristiani. Promessa in sposa al nobile pagano Evilasio, la giovane pose come condizione imprescindibile per le nozze la conversione del fidanzato alla fede in Cristo. Di fronte al rifiuto dell'uomo e al suo attaccamento ai culti pagani, Giuliana non esitò a respingere il matrimonio, preferendo la fedeltà al Vangelo alla tranquillità di una vita agiata.
Questo rifiuto segnò l'inizio del suo calvario. Trascinata in giudizio, la giovane venne sottoposta a un severo processo, imprigionata e tormentata con dolorose torture nel tentativo di piegare la sua volontà e indurla a rinnegare il Salvatore. Confortata dalla grazia divina, Giuliana sopportò ogni sofferenza con straordinaria fortezza, fino alla condanna a morte. Intorno all'anno 305, sotto l'impero di Massimiano, la sua testimonianza fu sigillata dalla decapitazione, offrendo la sua giovinezza come vittima gradita a Dio.
La memoria liturgica
Il ricordo del sacrificio di santa Giuliana ha attraversato i confini di Nicomedia per diffondersi sia in Oriente sia in Occidente, unendo i fedeli nella venerazione di questa coraggiosa testimone di Cristo. La sua memoria è celebrata con profonda devozione il 21 dicembre dalle Chiese d'Oriente, mentre il Martirologio Romano ne fissa la commemorazione al 16 febbraio, offrendo la sua figura alla meditazione di tutta la comunità ecclesiale.
Domande frequenti
Quando si festeggia santa Giuliana di Nicomedia?
La memoria liturgica della santa si celebra principalmente il sedici febbraio nel Martirologio Romano, mentre i sinassari bizantini la ricordano il ventuno dicembre.
In Campania, santa Giuliana, vergine e martire. — Martirologio Romano