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16 febbraio

Beato Nicola Paglia

Sacerdote domenicano

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e i segni celesti

Niccolò nacque a Giovinazzo nel 1197 da una nobile famiglia che si prese cura della sua crescita umana e cristiana. Già quando era fanciullo, alla sua giovane età si accompagnarono segni straordinari, poiché la tradizione riferisce che gli apparve un angelo. L'angelo gli ordinò di astenersi per sempre dalla carne in previsione del suo futuro ingresso in un Ordine caratterizzato da una legge perpetua di astinenza. Crescendo negli anni, si recò a Bologna per compiere i suoi studi universitari, seguendo la via della formazione culturale che avrebbe poi sostenuto il suo grande impegno apostolico.

L'incontro con san Domenico e il ministero

A Bologna, il giovane ricevette l'Abito Domenicano direttamente dalle mani del Patriarca san Domenico, il quale non solo lo vestì dell'abito religioso, ma gli conferì anche l'incarico della predicazione. Niccolò divenne il fedele compagno di san Domenico nei suoi viaggi apostolici, percorrendo le strade d'Italia per annunciare la parola di Dio. Predicò in molte città con immenso frutto spirituale, e la sua ardente predicazione era spesso confermata da grandi miracoli operati dal Signore. La sua opera si espresse anche nella fondazione di importanti comunità, poiché fondò il convento di Trani e il convento di Perugia.

Il governo della Provincia Romana e i compiti pontifici

Le sue doti di guida e di pastore lo portarono a essere scelto come il terzo Provinciale della Provincia Romana. All'epoca, tale circoscrizione ecclesiastica si estendeva ampiamente dalla Toscana alla Sicilia, abbracciando territori vasti e complessi. Niccolò resse la Provincia Romana con forza e soavità per ben due mandati, e il suo stile di governo rese gradito ogni suo comando ai religiosi affidati alle sue cure. Il suo zelo non passò in ossequio neppure ai successori di Pietro, poiché Papa Gregorio IX gli diede l'incarico di visitare alcuni monasteri e lo incaricò inoltre di predicare la Crociata contro i Saraceni.

Visioni mistiche e ammonimenti spirituali

La vita di Niccolò fu attraversata da profonde esperienze mistiche e visioni che segnarono il suo cammino di conversione e di comunione ecclesiale. Esortando un giorno i suoi religiosi alla carità vicendevole, Niccolò confidò loro di aver ricevuto l'apparizione di un religioso defunto da poco. Quel religioso gli era stato causa di non lievi dispiaceri in vita e gli apparve per chiedergli perdono. Niccolò aveva in precedenza esortato il defunto a chiedere perdono a Dio anziché a lui, ma il defunto rispose che il Signore esigeva quella soddisfazione terrena per usargli misericordia. Il defunto ammonì quindi fra Niccolò sulla gravità e pericolosità di offendere il prossimo e di non placarlo dopo averlo offeso.

Il transito e la memoria liturgica

Dopo lunghi anni di fatiche apostoliche spese al servizio della Chiesa, Niccolò si ritirò nel convento di Perugia. Nel silenzio di quel convento gli apparve fra Raone Romano, caro amico della sua giovinezza religiosa, il quale gli annunziò, da parte della Madonna, la vicina morte di Niccolò. La morte avvenne nel 1256, e fu una transizione santa come era stata tutta la sua vita terrena. Il suo corpo si conserva ancora oggi nel convento di Perugia con molta venerazione da parte dei fedeli. Papa Leone XII ha confermato il culto il 26 marzo 1828, riconoscendo la santità di questo servo di Dio. La commemorazione liturgica nel Martirologio lo ricorda stabilmente come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Nicola Paglia?

La sua ricorrenza e commemorazione nel Martirologio si celebra il 16 febbraio.

A Perugia, commemorazione del beato Nicola Paglia, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che da san Domenico ricevette l’abito e l’incarico della predicazione. — Martirologio Romano