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domenica 21 giugno 2026 · Santo del giorno

San Luigi Gonzaga

Principe, religioso gesuita

San Luigi Gonzaga

San Luigi Gonzaga nacque il 9 marzo 1568 a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, primogenito del marchese Ferrante Gonzaga e di Marta dei conti Tana di Chieri. Destinato a una brillante carriera militare e di potere nel contesto della nobiltà del sedicesimo secolo, scelse invece di rinunciare al marchesato e alle ricchezze per seguire la sua profonda vocazione spirituale, entrando nella Compagnia di Gesù a Roma.

Ricordato per la sua straordinaria purezza, per l'intensa vita di preghiera e per il sacrificio eroico offerto nell'assistenza ai malati durante l'epidemia che colpì Roma, morì il 21 giugno 1591 all'età di ventitré anni. Proclamato beato nel 1605 da Papa Paolo V e santo nel 1726 da Papa Benedetto XIII, è patrono dei giovani e degli studenti.

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Gli altri santi di oggi

San Leufredo (Leutfrido)

Abate

San Leufredo, conosciuto anche come Leutfrido, visse nell'ottavo secolo e spese la sua esistenza terrena nella preghiera e nel servizio, guidando per lunghi anni una comunità monastica nella regione di Évreux in Normandia. Nato da una nobile famiglia locale, coltivò fin dalla giovinezza il desiderio della vita consacrata, superando le resistenze dei suoi cari per seguire la chiamata del Signore. La sua memoria liturgica si celebra il ventuno giugno nelle diocesi di Évreux e di Parigi, mentre il martirologio lo colloca stabilmente nel territorio di Évreux nella Neustria, in Francia, dove operò come abate e fondatore di un importante centro di spiritualità.

Le vicende terrene di questo santo abate ci sono giunte attraverso una biografia antica, scritta da un monaco anonimo del monastero di La Croix nel nono secolo, circa centoventicinque anni dopo la sua morte. Tale testo, pur attingendo largamente alla Vita di san Audoeno e meritando solo una limitata fiducia, tramanda il ricordo di un uomo dedito alla fondazione di monasteri, all'accoglienza dei poveri e alla guida spirituale dei fratelli. Le invasioni normanne costrinsero in seguito i monaci ad abbandonare la sede originaria, portando con sé le reliquie del fondatore fino a Parigi e diffondendo così la devozione per San Leufredo ben oltre i confini della sua terra natale.

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San Radulfo (Rodolfo) di Bourges

Vescovo

San Radulfo, conosciuto anche come Raoul, Rodolphe o Radulfo di Turenne, nacque all'inizio del nono secolo nella diocesi di Limoges. Suo padre era conte di Cahors e di Turenne, e in giovinezza il fanciullo fu affidato all'educazione di un religioso di nome Bertrando. In seguito ricevette il titolo di abate, sebbene non si conosca con certezza il monastero di appartenenza. La sua vita si legò profondamente alle vicende della Chiesa e del regno di Francia, distinguendosi come pastore operoso e fedele alle istituzioni ecclesiastiche e civili del suo tempo.

Nel corso del suo episcopato durato ventisei anni, San Radulfo governò la Chiesa di Bourges con grande cura per la vita sacerdotale e la disciplina liturgica. A Bourges in Aquitania fu vescovo pieno di premura, impegnandosi insieme ai sacerdoti della sua Chiesa a raccogliere sentenze dei santi Padri e dei canoni ad uso pastorale. La sua memoria liturgica si celebra il ventuno giugno, giorno in cui la Chiesa ne commemora il piamente compiuto cammino terreno e l'eredità di fede lasciata alle comunità affidate alle sue cure.

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Santa Demetria di Roma

Martire

Santa Demetria è una venerata martire romana vissuta nel corso del quarto secolo all'epoca dell'imperatore Giuliano l'Apostata. La tradizione agiografica tramanda la sua appartenenza a una nobile e pia famiglia cristiana di Roma, inserendola in un contesto domestico considerato un luminoso modello di unione coniugale e di fede vissuta insieme ai figli. La sua figura si staglia in un tempo di severa prova per la Chiesa, segnato dalla persecuzione e dalla testimonianza suprema del sangue.

La memoria liturgica della santa era un tempo tradizionalmente fissata al ventuno giugno nel martirologio cattolico, sebbene vari repertori agiografici ne collochino il giorno della nascita al cielo in date differenti. Attualmente, tra l'intera famiglia, soltanto Santa Bibiana viene menzionata nel Martyrologium Romanum, ma il culto antico e la memoria della sua testimonianza continuano a vivere nella tradizione della Chiesa e nella custodia delle sue sacre reliquie.

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San Jose Isabel Flores Varela

Martire Messicano

San Jose Isabel Flores Varela nacque a Santa Maria de la Paz, Zacatecas, nell'archidiocesi di Guadalajara, il ventotto novembre 1866. Visse ed operò durante il ventesimo secolo, un tempo segnato da profondi sconvolgimenti storici e da gravissime prove per la Chiesa cattolica, in particolare in Messico. Svolse il suo ministero sacerdotale come cappellano di Matatlán, nel Jalisco, per ventisei anni, distinguendosi per la sua dedizione instancabile e per la vicinanza ai fedeli.

Egli è ricordato soprattutto per la sua coraggiosa testimonianza di fede e per il supremo sacrificio del martirio, affrontato nel giugno del 1927 durante la feroce persecuzione religiosa che colpì il Messico. Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il ventuno maggio duemila insieme ad altri venticinque compagni martiri, San Jose Isabel Flores Varela rimane un luminoso esempio di santità pastorale e di fedeltà incondizionata al Vangelo.

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San Lazzaro

Mendicante e lebbroso

San Lazzaro è una figura singolare nella tradizione cristiana, poiché la sua identità si radica nel celebre racconto evangelico della parabola del ricco epulone e del povero mendicante. Il nome Lazzaro deriva originariamente dall'ebraico Eleazaro, la cui traduzione letterale significa colui che è assistito da Dio. Nel corso del tempo, vari personaggi minori dei racconti evangelici hanno ricevuto culto, ricordo perenne e titolo di santo nella tradizione cristiana, e pur essendo il protagonista di un racconto di fantasia, si è instaurata nel tempo una devozione verso Lazzaro come se fosse realmente esistito. Questa figura straordinaria non va confusa con Lazzaro di Betania, il quale fu effettivamente resuscitato da Gesù nel corso del suo ministero terreno. La memoria liturgica di san Lazzaro viene celebrata nel giorno ventuno giugno.

La parabola in cui compare è riportata esclusivamente nel Vangelo di san Luca, precisamente ai capitoli sedici nei versetti dal diciannovesimo al trentunesimo. Questa narrazione rappresenta l'unico caso all'interno dei Vangeli in cui un personaggio di pura invenzione riceve un nome proprio. La figura del mendicante coperto di piaghe ha profondamente segnato la pietà popolare e l'immaginazione collettiva nei secoli passati. Lazzaro è stato universalmente riconosciuto come il patrono dei lebbrosi, una malattia che era molto più diffusa in passato in molte parti del mondo rispetto a oggi. Dal nome del santo è scaturita direttamente la denominazione di lazzaretto, indicando un tipo di ricovero e cura destinato ai lebbrosi o ai malati infettivi da mantenere in isolamento, il cui primo esemplare è sorto a Venezia nell'isola di San Lazzaro.

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San Giovanni Rigby

Martire

San Giovanni Rigby nacque ad Harrock Hall, nel Lancashire, intorno al 1570, quarto figlio di Nicola Rigby e di Maria Breres. Visse nel XVI secolo e fu martirizzato sotto la regina Elisabetta I, offrendo la vita per la fede cattolica. Inizialmente si era adattato a frequentare la chiesa protestante per evitare i rigori della legge contro i ricusanti, ma si pentì profondamente di questo atto e si riconciliò con la Chiesa cattolica. Andò a confessare la sua debolezza al padre francescano Giovanni Goffredo Jones, conosciuto come Mr. Buckley, che all'epoca era rinchiuso nelle prigioni di Clink a Londra. Versando in disagiate condizioni economiche, entrò in seguito al servizio di Sir Edmund Huddleston, il quale lo inviò al tribunale di Old Bailey per giustificare l'assenza della figlia Fortescue, convocata per rispondere dei suoi sentimenti religiosi ma assente per malattia.

Durante questo incarico, un commissario di nome Richard Martin cominciò ad interrogare San Giovanni Rigby sulla sua religione ed egli dichiarò con franchezza di essere cattolico, aggiungendo che non si sarebbe mai piegato a frequentare il culto protestante né a riconoscere la supremazia della regina. Arrestato e rinchiuso nelle prigioni di Newgate dal 14 al 19 febbraio 1600, fu poi trasferito alle carceri di White Lion a Southwark. Affrontò il processo con irremovibile fermezza e, sebbene il giudice Gaudy avesse tentato in ogni modo di persuaderlo offrendogli la libertà in cambio della partecipazione al servizio protestante, egli oppose un deciso rifiuto. Condannato a morte per alto tradimento a causa della sua riconciliazione con la Chiesa di Roma, salì fiero e sereno il patibolo a St. Thomas' Waterings il 21 giugno 1600, dove fu impiccato a Southwark e sventrato mentre era ancora vivo. La sua memoria fu tramassessa grazie alle note lasciate dal martire, che permisero a Tommaso Worthington, rettore del Collegio inglese di Douai, di redigere una narrazione pubblicata nel 1601 con il titolo A relation of six-tene martyrs glorified in England in twelve months, caratterizzata da interrogatori rapidi e precisi che ricordano gli Acta martyrum. L'opera fu poi ripubblicata da C. A. Newdigate con introduzione e note sotto il titolo A Lancashire man; the story of the martyrdom for the Catholic faith of the venerable J. R., at Southwark... 1600 a Londra nel 1928, prima della beatificazione avvenuta per mano di papa Pio XI il 15 dicembre 1929.

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San Mevenno

Abate

San Mevenno è una figura luminosa del sesto secolo, un monaco e abate che ha saputo incarnare la dedizione spirituale e l'impegno missionario. Nato nel Gwent, in Galles, egli ha tracciato un cammino di fede che si è snodato attraverso le terre della Cornovaglia e della Bretagna, lasciando un'impronta indelebile nella storia monastica dell'epoca. La sua vita è stata segnata dalla vicinanza a San Sansone di Dol, di cui fu fedele compagno nei viaggi apostolici, condividendo con lui le fatiche e la dedizione necessarie per portare il Vangelo in nuove terre.

La memoria di San Mevenno è custodita con gratitudine dalla Chiesa, che lo ricorda come un instancabile fondatore e un pastore sollecito. Egli è particolarmente venerato per la sua capacità di farsi vicino a chi soffre nel corpo, essendo invocato come intercessore per la guarigione dalle malattie della pelle. La sua eredità spirituale, radicata nella stabilità del chiostro e nel dinamismo della missione, continua a interpellare il cuore dei fedeli, offrendo un esempio di vita spesa interamente al servizio del prossimo e nella continua ricerca del volto di Dio.

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Beato Tommaso da Orvieto

Religioso

Il Beato Tommaso da Orvieto visse nel quattordicesimo secolo, distinguendosi come umile monaco e frate converso dell'Ordine dei Servi di Maria. Nato ad Orvieto da una buona famiglia intorno all'anno milletrecento, trascorse la sua esistenza nella dedizione agli ultimi e nella preghiera costante, spegnendosi nella sua città natale nel millenovecentoquarantatré. La tradizione e la storia conservano la memoria delle sue virtù profonde, dei miracoli compiuti sia in vita sia dopo la morte, e del legame indissolubile con la comunità orvietana che lo venerò spontaneamente secoli prima della conferma ufficiale della Chiesa.

Egli è ricordato soprattutto per la sua dedizione alla questua, per la carità operata verso i bisognosi e per il prodigio dei fichi donati in pieno inverno, episodi che valsero alla sua figura l'appellativo popolare di frate del fico. Il suo culto, radicato profondamente nel cuore dei fedeli e alimentato da solenni ricognizioni delle reliquie e da importanti attestati storici, viene celebrato liturgicamente il ventuno giugno e il ventisette giugno, rinnovando il messaggio di umiltà, carità e totale abbandono alla Madre del Signore.

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San Simplicio di Bourges

Vescovo

San Simplicio, venerato pastore della Chiesa di Bourges, visse nel quinto secolo offrendo alla sua comunità un esempio luminoso di dedizione episcopale e integrità morale. Nato a Bourges, egli fu chiamato a guidare la diocesi intorno all'anno quattrocentosettantadue, ricevendo la solenne consacrazione dalle mani di Sidonio Apollinare, figura di grande rilievo spirituale e culturale di quell'epoca. Il suo ministero si distinse per un impegno instancabile volto a preservare la purezza della fede e la dignità del servizio sacerdotale.

La memoria di San Simplicio è custodita con profonda gratitudine per il rigore con cui seppe opporsi alle tentazioni della simonia tra il clero locale e per la sua dedizione paterna nell'istruire il popolo cristiano verso la santità di vita. Egli ha lasciato un segno indelebile non soltanto negli insegnamenti impartiti ai fedeli, ma anche nel territorio che lo vide operare, estendendo la sua cura pastorale fino a Clermont. Conclusa la sua esistenza terrena nell'anno quattrocentosettantanove, egli riposa ancora oggi nella chiesa che egli stesso volle edificare, testimoniando la continuità del legame tra il pastore e il suo gregge nel corso dei secoli.

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Sant' Ursicino di Pavia

Vescovo

San Raimondo

Vescovo di Roda-Barbastro

A Huesca in Aragona, san Raimondo, che, divenuto da canonico regolare vescovo di Roda e di Barbastro, non volle mai combattere militarmente i nemici della fede cristiana e per questo fu per tre anni espulso dalla sua sede.

Beato Giacomo Morelle Dupas

Martire

In una galera ancorata davanti a Rochefort in Francia, beato Giacomo Morelle Dupas, sacerdote e martire, che, severo con se stesso e mite con gli altri, condannato al carcere per avere esercitato il suo ministero di parroco nel territorio di Poitiers durante la rivoluzione francese, morì di inedia.

Santa Marzia

Martire

Santa Colagia

Vergine mercedaria

Beato Giovanni di Gesù

Mercedario

Beato Melchiorre della Pace

Mercedario

San Suibne di Cobran

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Memoria di san Luigi Gonzaga, religioso, che, nato da stirpe di principi e a tutti noto per la sua purezza, lasciato al fratello il principato avito, si unì a Roma alla Compagnia di Gesù, ma, logorato nel fisico dall’assistenza da lui data agli appestati, andò ancor giovane incontro alla morte. — Martirologio Romano